Su proposta del Difensore Civico regionale, il Consiglio Comunale di Perugia, ha aderito
all'iniziativa che è diventata virale
Nei teatri, agli eventi musicali, nelle biblioteche, nelle sale pubbliche (per convegni e assemblee politiche) o più semplicemente su una panchina di un parco, a Perugia i cittadini potrebbero imbattersi in un "posto occupato" ma con nessuno fisicamente seduto: occupato da non confondere con prenotato.
Quel posto sarà eventualmente fornito di apposita locandina. Tutto questo è possibile dopo che il consiglio comunale ha approvato la proposta del difensore civico regionale di aderire alla campagna "posto occupato", che ha come obiettivo, lasciando una sedia vuota nelle strutture pubbliche o nelle iniziative organizzate dalle istituzioni, quello di rappresentare il posto lasciato vuoto da una donna vittima di femminicidio. Con quel posto occupato la comunità vuole ricordare e rappresentare quella donna che non deve essere cancellata dopo aver perso la vita per via di una follia che non può essere mai giustificata.
La presidente del Consiglio comunale, Elena Ranfa, ha spiegato l'importanza dell'adesione all'iniziativa: "Il gesto vuole rappresentare anche un impegno concreto per contrastare le discriminazioni e la violenza di genere. Un posto lasciato “vuoto”, dunque, per riempire le coscienze di consapevolezza: la violenza sulle donne è un problema culturale ed una responsabilità sociale, che riguarda tutti".
Partita nel 2013 da Rometta, piccolo comune in provincia di Messina, su iniziativa di Maria Andaloro, Posto Occupato è una campagna virale, gratuita, che ha l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul fenomeno della violenza di genere

