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RIFORME: “L’ASSESSORE ROSSI DICA CHIARAMENTE QUANTO COSTA CIÒ CHE VUOL FARE LA REGIONE PER I CONTRATTI DI LAVORO DELLE COMUNITA’ MONTANE” – REPLICA DI NEVI (PDL)
Il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Raffaele Nevi, replica alle dichiarazioni dell’assessore Gianluca Rossi: “L’accordo con i sindacati dice cose molto diverse da quelle che l’assessore ha detto in Commissione. I quotidiani umbri hanno dato conto della mega-stabilizzazione di cui parlano apertamente anche i vertici sindacali. Invece di piccarsi, Rossi chiarisca bene come stanno le cose e ci dica le cifre precise di quanto costa ciò che vuole fare la Regione”.
RIFORMA ENDOREGIONALE: “FAREMO OPPOSIZIONE DURISSIMA A QUELLA CHE SI ANNUNCIA COME LA PIÙ GRANDE STABILIZZAZIONE DI PERSONALE PUBBLICO DEGLI ULTIMI 20 ANNI” - NOTA DI NEVI(PDL)
Il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Raffaele Nevi annuncia opposizione durissima nei confronti di una possibile stabilizzazione del personale precario delle ex comunità montane, nell'ambito della riforma endoregionale alla quale sta lavorando la Giunta e della quale riferiscono notizie di stampa. Nevi che anticipa una controproposta che farà a giorni 'l'Officina del Pdl' ammonisce: “L’Umbria non ha bisogno di avallare i danni delle precedenti gestioni allegre, di cui comunità montane e Webred sono esempi lampanti, ma ha bisogno di forte discontinuità”.
UMBRIA MOBILITÀ: “NON SI USINO I TAGLI GOVERNATIVI A PRETESTO DI UNA SITUAZIONE DI BILANCIO GRAVEMENTE COMPROMESSA, CHE INCIDERÀ SUI SERVIZI EROGATI” - INTERROGAZIONE DI LIGNANI MARCHESANI (PDL)
Il consigliere regionale del Popolo della Libertà, Andrea Lignani Marchesani ha presentato una interrogazione all'esecutivo di Palazzo Donini dove chiede “chiarimenti rispetto al sopravvenuto debito verso terzi da parte di 'Umbria T.P.L.' (Trasporto Pubblico Locale) e 'Mobilità S.p.A' e conseguente possibile mancato pagamento di stipendi e tredicesime ai dipendenti della stessa azienda”. Lignani, dopo aver sottolineato che “la decadenza del servizio pubblico locale umbro non è imputabile ai tagli governativi” punta il dito sulle “politiche gestionali errate, a cominciare dalla fusione delle varie realtà in un’azienda unica, un atto che ha squilibrato le relazioni fra i territori ed il rapporto ferro/gomma, con una governance incapace anche solo di omogeneizzare i contratti”.








