Trasporti

 03.09.2010 - 12:09
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ALTA VELOCITÀ: “IL GRUPPO DI LAVORO NOMINATO DALLA II COMMISSIONE DOVRÀ VALUTARE L'IPOTESI DI TRACCIATO PIÙ UTILE, FUNZIONALE E SOSTENIBILE” - NOTA DI SMACCHI (PD) SUL PROGETTO DI VARIANTE FOSSATO DI VICO–PERUGIA

Il consigliere regionale del partito Democratico, Andrea Smacchi torna a parlare della proposta di variante ferroviaria per l'Alta velocità (Fossato di Vico–Perugia) illustrata la scorsa settimana in Seconda Commissione dal Comitato 'Ultimo treno'. Nel sottolineare “il massimo rispetto verso tutte le posizioni” ed invitando tutti ad “evitare atteggiamenti trionfalistici o polemici a prescindere”, ritiene doveroso sottolineare come esistano, in Umbria, territori particolarmente marginalizzati dal punto di vista viario e questa è sicuramente un'occasione per approfondire se siano praticabili soluzioni importanti e rispondenti alle esigenze ed alle aspettative della popolazione e, soprattutto, se possono trovare concreta attuazione in tempi ragionevoli”.
 12.07.2012 - 12:04
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ALTA VELOCITÀ: “IL PROGETTO DI VARIANTE FERROVIARIA FOSSATO DI VICO - AEROPORTO DI S.EGIDIO NEL PROSSIMO PIANO REGIONALE DEI TRASPORTI” - LA RICHIESTA DEL COMITATO “L'ULTIMO TRENO” E DEL COMUNE DI GUBBIO

In Seconda Commissione si è parlato nuovamente del progetto di variante ferroviaria da Fossato di Vico all'aeroporto di S.Egidio, relativo alla linea nazionale Alta velocità Ancona-Roma. A chiedere di partecipare alla riunione dell'organismo presieduto da Gianfranco Chiacchieroni sono stati i Comuni di Gubbio, Valfabbrica, Scheggia e Pascelupo, Sigillo. Presenti anche i alcuni rappresentanti del Comitato 'L'Ultimo treno'. La richiesta ai consiglieri regionali è stata quella di firmare un documento che prevede l'inserimento del loro progetto, che andrebbe a sostituire quello che dovrebbe passare per Gualdo Tadino, Nocera Umbra e Valtopina, all'interno del prossimo Piano regionale dei Trasporti. La Commissione ha deciso di dare luogo ad un gruppo di lavoro composto dai consiglieri Smacchi (PD), Brutti (IdV), Goracci (Comunista umbro) e Mantovani (PdL) che dovrà produrre la stesura di un nuovo documento sul quale, dopo essere stato votato in Commissione, legare nuove audizioni istituzionali e con Trenitalia per giungere, quindi, ad un progetto unitario sul quale si dovrà esprimere il Consiglio regionale.
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UMBRIA MOBILITÀ: “LA RESPONSABILITÀ DELLA GRAVE CRISI FINANZIARIA E D’IMMAGINE IN CUI VERSA L'AZIENDA È DI MATRICE ESCLUSIVAMENTE POLITICA” - VALENTINO (PDL): “CHI HA SBAGLIATO PAGHI”

Il consigliere regionale del PdL, Rocco Valentino torna a puntare il dito sulla gestione di Umbria Mobilità, sottolineando che la “la grave crisi finanziaria e d’immagine in cui versa l'Azienda è di matrice esclusivamente politica e la responsabilità è della sinistra umbra”, per cui “azzerare il Consiglio d’amministrazione non basterebbe a sanare la situazione attuale. Così come non basterà la ricapitalizzazione di 25 milioni di euro che, anzi, metterà in difficoltà alcuni enti proprietari come la Provincia e il Comune di Perugia”. Per Valentino “Il forte indebitamento dell'Azienda ha origini lontane, provenienti da decisioni politiche sbagliate, come la scelta della fusione, che ha portato alla costituzione di Umbria Mobilità dove sono stati scaricati i debiti (secondo alcune stime calcolabili in 40 milioni di euro) della società Spoletina, della Ferrovia centrale umbra e della Atc di Terni”.
 Mer, 05/05/2010 - 10:09
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UMBRIA MOBILITÀ: “RINNOVO TOTALE DEL CDA, DELLE CARICHE E SOSTITUZIONE DEI VERTICI NOMINATI. DESIGNARE UN COMMISSARIO PER RIACQUISIRE LA CREDIBILITÀ PERDUTA” - MOZIONE DEI CONSIGLIERI REGIONALI PDL

Il Gruppo consiliare del PdL (Monni, Nevi, Lignani Marchesani, Modena, Rosi, Mantovani, Valentino e De Sio) ha presentato una mozione con la quale chiedeo all'Aula di impegnare la Giunta regionale a predisporre “interventi urgenti per il rinnovo delle cariche di tutto il consiglio di amministrazione di Umbria Mobilità”. Sostanzialmente, i consiglieri del maggiore partito dell'opposizione auspicano, in questa fase, “la designazione di un commissario che dovrà essere di gran lunga più autorevole ed affidabile, rispetto al presente, nell'opera di riorganizzazione dell'intera azienda per acquisire la credibilità perduta e soprattutto per riacquistare la fiducia degli istituti bancari”. Per gli esponenti regionali del PdL “il cambiamento manageriale è imprescindibile se si vuole veramente salvare dal fallimento Umbria Mobilità e salvaguardare e difendere centinaia di posti di lavoro”.
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UMBRIA MOBILITA': “LA REGIONE PRENDA IN MANO LA SITUAZIONE E AFFIDI L'AZIENDA AD UN COMMISSARIO” - MONNI (PDL) SULL'AUDIZIONE DEL CDA IN COMMISSIONE: “NESSUNA CHIAREZZA SULLE PERDITE”

L'audizione dei membri del Consiglio d'amministrazione di Umbria Mobilità, svoltasi in Seconda Commissione, “non ha portato a nessuna chiarezza sull'ammontare delle perdite”: lo sostiene il consigliere regionale Massimo Monni (Pdl), che chiede alla Regione di prendere in mano la situazione e nominare un commissario unico che traghetti l'azienda fuori dalla crisi.
 01.06.2012 - 16:06
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UMBRIA MOBILITÀ: “SITUAZIONE CRITICA PER I MANCATI PAGAMENTI DEL COMUNE DI ROMA, MA L'AZIENDA È FORTE E SANA” - IN II COMMISSIONE AUDIZIONE CON ASSESSORE, PRESIDENTE E CDA, PRESIDENTE COLLEGIO SINDACALE

Della crisi finanziaria che sta interessando attualmente Umbria Tpl-Mobilità, si è parlato approfonditamente stamani in Seconda Commissione dove il presidente Chiacchieroni ha invitato l'assessore regionale ai Trasporti, Rometti, il presidente della società Moriconi insieme all'intero Cda ed il presidente del Collegio sindacale Chifari. Dai vari interventi è emerso, sostanzialmente, che la situazione di Umbria Mobilità è precipitata a causa dell'interruzione dei pagamenti da parte del Comune di Roma a 'Roma Tpl' che a sua volta deve al socio umbro circa 50 milioni di euro per l'attività svolta nella capitale (5 milioni di chilometri e per servizi gestionali dell'attività). E se per Barberini (PD) “è necessario prevedere una nuova impostazione della politica industriale della Società poiché è emerso con chiarezza un deficit economico strutturale”, per Nevi (PdL) “nel momento della fusione e della creazione di Umbria mobilità c'è stata una sottovalutazione dei rischi connessi a certe operazioni, come quella romana”.