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IMPIANTI A BIOMASSE: “MA DAVVERO IN UMBRIA CI SONO TANTI 'MATERIALI NATURALI' DA IPOTIZZARE UNA VERA FILIERA CORTA?” - GORACCI (COMUNISTA UMBRO) TORNA A CHIEDERE “TRASPARENZA E REGOLE CERTE”
Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) torna a puntare il dito sulla “scarsa chiarezza” legata alla produzione di energia da fonti rinnovabili”. Nel ricordare, in proposito, una sua specifica interrogazione all'Esecutivo di Palazzo Donini (agosto 2012) attraverso la quale, sostanzialmente, chiede “un confronto approfondito con il Consiglio, da estendere successivamente all'intera comunità regionale, per definire quanto prima programmi e regole trasparenti e certi”, Goracci rimarca i “giusti dubbi dei cittadini, che si domandano il perché di tanto sviluppo di impianti in poco tempo, perché nel 'Cuore verde' d'Italia e se davvero in Umbria ci possono essere tanti 'materiali naturali' da poter ipotizzare una vera 'filiera corta' visto il numero delle richieste avanzate”. Il consigliere regionale fa anche sapere di aver partecipato (unico politico presente) all'iniziativa proposta dal comitato per la salvaguardia del territorio di Fossato di Vico dal titolo “Bruciare biomasse, sicuro che è un buon affare per la collettività?”.
SANITA’: “IN TEMPI DI RAZIONALIZZAZIONE SI AUTORIZZA UN ULTERIORE SERVIZIO DIAGNOSTICO DOVE NE ESISTONO GIÀ OTTO” - ZAFFINI (FARE ITALIA) PRESENTA UNA INTERROGAZIONE ALLA GIUNTA
Il consigliere regionale Franco Zaffini (Fare Italia) ha presentato una interrogazione a risposta immediata in merito all'autorizzazione rilasciata ad “un nuovo istituto privato di diagnostica per immagini ricadente sul territorio dell’Asl 2, dove nel frattempo sono stati installati ben otto ulteriori servizi di diagnostica con risonanza magnetica”. Per Zaffini non sarebbe mai stata eseguita la verifica di compatibilità del progetto e la Giunta regionale dovrebbe procedere “in via cautelativa, al ritiro dell’autorizzazione sin qui mai utilizzata per sopravvenuta manifesta inutilità”.
OSPEDALE DI GUBBIO E GUALDO TADINO: “CHIAREZZA SUI DIPARTIMENTI EMERGENZA E ACCETTAZIONE” - SMACCHI (PD) INTERROGA LA GIUNTA EVIDENZIANDONE LE “GRANDI POTENZIALITÀ FUORI DAI CONFINI REGIONALI”
Il consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi, interroga la Giunta, sulle tante novità della riforma sanitaria umbra relative all'Ospedale di Gubbio - Gualdo Tadino (Branca), in particolare sui due diversi livelli previsti per i dipartimenti emergenza e accettazione (Dea). Per Smacchi si tratta di avere “tutte le precisazioni e le rassicurazioni necessarie, rispetto al futuro ruolo che l'Ospedale di Gubbio e Gualdo Tadino dovrà avere”.
FONTANELLE PUBBLICHE: “QUELLA INUGURATA A PISTRINO NON E' DOTATA DI FILTRI ANTINITRATI NONOSTANTE CONCENTRAZIONI MOLTO ELEVATE DI QUESTE SOSTANZE” - CIRIGNONI (LEGA NORD): “GARANTIRE LA SALUTE DEI CITTADINI”
Il capogruppo regionale della Lega Nord, Gianluca Cirignoni torna a puntare il dito sulle fontanelle pubbliche presenti nell'Altotevere umbro e, in maniera particolare su quella recentemente inaugurata a Pistrino perché “non dotata di filtri antinitrati nonostante vi siano concentrazioni molto elevate di queste sostanze”. Cirignoni, nel dirsi molto preoccupato per la salute dei cittadini e soprattutto dei bambini, dopo aver ricordato “l'indegna aggressione verbale” subita da parte “del sindaco di Citerna e del presidente di Umbra Acque Spa”, annuncia di aver “presentato un esposto alla Procura della Repubblica affinché accerti eventuali reati contro la salute pubblica”.
FONTANELLE PUBBLICHE PER L'ACQUA POTABILE: NITRATI IN CONCENTRAZIONI MOLTO ELEVATE A PISTRINO DI CITERNA E IN ALTRE ZONE DELL'ALTO TEVERE” - CIRIGNONI (LEGA NORD) INTERROGA ED ESORTA LE AUTORITÀ AD INTERVENIRE.
Il consigliere regionale Gianluca Cirignoni, capogruppo della Lega Nord a Palazzo Cesaroni, solleva il problema della presenza di pericolosi nitrati individuati dalla Asl in alcuni acquedotti dell'alto Tevere, in particolare in quello interessato alla apertura della nuova fontanella di Pistrino di Citerna. A suo giudizio, stante i dati ufficiali diffusi, con nitrati sei volte superiori a quelli consigliati dall'Organizzazione mondiale della sanità, si deve evitare ogni pericolo per la salute umana a partire da quello dei bambini rivedendo le cosiddette zone vulnerabili ai nitrati in tutto il territorio e intervenendo sugli acquedotti interessati.








