Cultura
UMBRIA, CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019: “ISTITUZIONI, PRIVATI E TERRITORIO LAVORINO DA SUBITO A QUESTO OBIETTIVO” - GORACCI (PRC) PROPONE UN'ASSOCIAZIONE CON PERSONALITÀ DI PRESTIGIO
Il consigliere regionale di Prc e vice presidente dell'Assemblea di Palazzo Cesaroni, Orfeo Goracci lancia la candidatura dell'Umbria, città-regione, come capitale europea della cultura nell'anno 2019. A suo giudizio il territorio umbro con le sue antiche città, la loro storia, il loro paesaggio modellato dall'uomo, ha le carte in regola per candidarsi all'ambito riconoscimento, a condizione che ci lavorino da subito, entro il 2013, enti locali, Università, imprese ed operatori del territorio e che la Regione come ente capofila costituisca da subito una apposita associazione chiamando a farne parte personalità di prestigio.
FONDAZIONE FESTIVAL DI SPOLETO: “LA GIUNTA VALUTI L'OPERATO DEL PRESIDENTE E L'OPPORTUNITÀ DI CHIEDERNE LE DIMISSIONI” - UNA MOZIONE DI MONNI (PDL)
Con una mozione rivolta alla Giunta regionale, il consigliere regionale del Pdl Massimo Monni, chiede all'Esecutivo di Palazzo Donini di accertare cosa sta avvenendo nella Fondazione Festival di Spoleto. Secondo Monni esistono i presupposti per procedere alla rimozione del presidente della Fondazione “essendo un diritto-dovere, per la Regione, quello di vigilare sulla sua gestione”.
MANIFESTAZIONI STORICHE: “LA FESTA DEI CERI DI GUBBIO DIVERSA DA MERE RIEVOCAZIONI” – SMACCHI (PD) “MODIFICARE LA LEGGE REGIONALE”
“La Festa dei Ceri di Gubbio è ben altra cosa rispetto alle rievocazioni storiche nate nella seconda metà del ‘900 e per questo va modificata la legge regionale 16/2009 affinché venga riconosciuta ai ‘Ceri’ la dimensione che merita”. Così Andrea Smacchi (Pd) che, in una nota, giudica utile la raccolta di firme che sta portando avanti l’associazione ‘Maggio Eugubino’ per la modifica dell’articolo 3 della suddetta normativa denunciando una non “distinzione tra rievocazioni e tradizioni”. Smacchi fa comunque sapere che la stessa presidente della Regione, Catiuscia Marini, si è detta disponibile a rivedere la legge.






