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 24.10.2012 - 11:21
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SCUOLA: SÌ DELLA TERZA COMMISSIONE AL PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA E PROGRAMMAZIONE DELLA RETE SCOLASTICA 2013/2014 – APPROVATI EMENDAMENTI PER SCUOLA DI SAN VENANZO E SCUOLA MEDIA 'STORELLI' DI GUALDO TADINO

La Terza Commissione consiliare, nella seduta di ieri ha dato il via libera, con i voti dei consiglieri della maggioranza, astensione e contrarietà dell'opposizione, al Piano regionale dell'offerta formativa e della programmazione scolastica 2013/2014. Rispetto a quanto previsto dal Piano, sono state apportate, attraverso specifici emendamenti, alcune modifiche per quanto riguarda situazioni legate alle realtà scolastiche dei Comuni di San Venanzo, Orvieto e Gualdo Tadino. Per l'istituto comprensivo di San Venanzo, già accorpato con Fabro, è stato approvato un emendamento di Galanello (Pd) che prevede l'accorpamento della scuola con un istituto del Comune di Marsciano. Per Gualdo Tadino la Commissione ha approvato un emendamento dei consiglieri della maggioranza che prevede il non accorpamento della Scuola media 'F. Storelli' con la direzione didattica. Per Orvieto è stato bocciato un emendamento di Galanello (Pd) circa l'attivazione, per l'Istituto 'E.Maiorana', di un nuovo indirizzo: il Liceo Sportivo. Prima del voto si è svolta una audizione con amministratori locali, rappresentanti della scuola e dei cittadini invitati a palazzo Cesaroni per meglio approfondire le criticità evidenziate dai territori.
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THYSSEN - OUTOKUMPU: “IL FUTURO DELL'AST È UNA PRIORITÀ PER L'ITALIA; SERVE UNA STRATEGIA NAZIONALE PER IL COMPARTO SIDERURGICO” - NOTA DI STUFARA (PRC FDS)

Il capogruppo di Rifondazione comunista–Fds a Palazzo Cesaroni, Damiano Stufara, interviene sulla vertenza dell'Ast di Terni, ritenendo “più che fondate le preoccupazioni dei lavoratori che, dopo aver assistito al disimpegno del Governo rispetto all'esito della fusione fra Inoxum ed Outokumpu, sono di nuovo chiamati a sperare in esso per la riuscita dell'acquisizione degli stabilimenti ternani”. Per Stufara “appare sempre più evidente la necessità di un intervento diretto dello Stato per assicurare la continuità delle produzioni e contrastare le logiche di mercato”.