THYSSEN - OUTOKUMPU: “IL FUTURO DELL'AST È UNA PRIORITÀ PER L'ITALIA; SERVE UNA STRATEGIA NAZIONALE PER IL COMPARTO SIDERURGICO” - NOTA DI STUFARA (PRC FDS)

Il capogruppo di Rifondazione comunista–Fds a Palazzo Cesaroni, Damiano Stufara, interviene sulla vertenza dell'Ast di Terni, ritenendo “più che fondate le preoccupazioni dei lavoratori che, dopo aver assistito al disimpegno del Governo rispetto all'esito della fusione fra Inoxum ed Outokumpu, sono di nuovo chiamati a sperare in esso per la riuscita dell'acquisizione degli stabilimenti ternani”. Per Stufara “appare sempre più evidente la necessità di un intervento diretto dello Stato per assicurare la continuità delle produzioni e contrastare le logiche di mercato”.

Data:

12 Dic 2012 00:00

Tempo di lettura:

2 minuti, 29 secondi

 

(Acs) Perugia, 12 dicembre 2012 - “Lo stato di crisi permanente in cui continua a sprofondare il nostro Paese rende ancor più incerte le prospettive di risoluzione della vertenza dell'Ast di Terni, che dopo la decisione della Commissione europea è stata di fatto messa alla mercé del mercato internazionale dell'acciaio. Sono dunque più che fondate le preoccupazioni dei lavoratori che, dopo aver assistito al disimpegno del Governo rispetto all'esito della fusione fra Inoxum ed Outokumpu, sono di nuovo chiamati a sperare in esso per la riuscita dell'acquisizione degli stabilimenti ternani”. Lo afferma il Il capogruppo di Rifondazione comunista – Fds a Palazzo Cesaroni, Damiano Stufara.

Nonostante l'impegno espresso dalle istituzioni locali e dai sindacati nel tavolo permanente aperto dal Governo – continua il consigliere regionale - resta incomprensibile il perché ci si ostini a privilegiare la strada della totale acquisizione da parte di soggetti privati, mentre appare sempre più evidente la necessità di un intervento diretto dello Stato per assicurare la continuità delle produzioni e contrastare le logiche di mercato; logiche per la quali, su altri tavoli e con altri tempi, magari si sta già decidendo la fine dell'Ast nelle sue forme attuali. Il confronto avviato presso il ministero sulla vertenza Ast può dunque avere una reale possibilità di successo solo se si inserirà all'interno di un processo più complessivo di riflessione sulle politiche industriali del Paese, dove da anni si registra una sostanziale incapacità nel far fronte alle dismissioni produttive ed alla riduzione dei livelli occupazionali. Lo dimostra, rimanendo al settore siderurgico, lo stato di crisi cronica delle acciaierie di Piombino, come pure il dramma ambientale, economico ed occupazionale che si sta consumando all'Ilva di Taranto”.

Secondo il capogruppo regionale del Prc “mantenere separata la discussione su queste grandi questioni di interesse nazionale è una scelta ormai inadeguata, che perpetua un modello di gestione dei rapporti con i gradi operatori privati basato sulla subalternità della politica. Al contrario, l'esempio offerto da Outokumpu, società partecipata dal fondo d'investimento del governo finlandese, indica una strada alternativa che potrebbe essere percorsa nell'affrontare, nella sua interezza, la questione della siderurgia italiana, settore in cui il nostro Paese, in termini di produzione e di consumo, in Europa è secondo solo alla Germania. Ricorrere al Fondo Strategico ed alla cassa Depositi e Prestiti per promuovere un'iniziativa imprenditoriale di ampio respiro, in grado di rilanciare il profilo della produzione siderurgica italiana, significherebbe passare dall'invocazione del famoso 'quarto player' europeo dell'acciaio alla sua effettiva costruzione. Significherebbe – conclude Stufara - passare da una politica ancella dell'economia ad un'economia posta in funzione dei superiori interessi della collettività. Non si tratta di realizzare il socialismo, ma di imparare dagli errori ed esercitare un po' di sano buon senso. Se, come è del tutto evidente, il Governo non è in grado di farlo, siano almeno le istituzioni locali ed i sindacati a proporre l'alternativa alla vendita al buio”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 12/12/2012