Sociale

 Gio, 29/04/2010 - 13:57
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VOLONTARIATO: “TEMPI DI PRESENTAZIONE E CONTENUTI DELLA RELAZIONE SULL'ATTIVITÀ 2009 DELLE ORGANIZZAZIONI ISCRITTE NEL REGISTRO REGIONALE” - INTERROGAZIONE DI CIRIGNONI (LEGA NORD)

Il capogruppo della Lega Nord, Gianluca Cirignoni ha presentato una interrogazione alla Giunta regionale in merito agli “inadempimenti alla relazione sull'attività delle organizzazioni iscritte nel registro regionale del volontariato, e revisione di fine legislatura”. Nel chiedersi “perché tale relazione sia stata presentata in ritardo rispetto ai tempi previsti dalla legge regionale”, il capogruppo leghista fa sapere di aver focalizzato l'attenzione e le richieste di chiarimenti, sull'operato di due Comuni in particolare:Umbertide e Ferentillo.
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FESTA DELLA DONNA: “GIORNATA CON VALENZA STRATEGICA ANCHE PER IL FUTURO DEL PAESE” - BUCONI (SOCIALISTI E RIFORMISTI): “8 MARZO, VALENZA NON COMMEMORATIVA MA ATTUALE”.

Il capogruppo dei Socialisti e Riformisti, Massimo Buconi interviene sulla “Festa della donna” di domani definendo la giornata di “valenza strategica non solo per tutte le donne, ma anche per il futuro del Paese”. Per Buconi “la rivolta pacifica delle donne contro il neo-maschilismo assetato di ragazze-escort o ragazze-copertina è tesa anche a smascherare gran parte delle dinamiche che muovono il mondo del lavoro: la bellezza e la disponibilità che supera anni di studio e un complesso valoriale acquisito da tantissime famiglie sane di questo nostro Paese. L'esponente socialista è convinto che “senza la forza, la freschezza e la voglia di riscatto delle donne non ci sarà nessuna ripresa economica e della famiglia.
 24.11.2010 - 12:57
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VIOLENZA DI GENERE: “UNA LEGISLAZIONE CHIARA DI PREVENZIONE E CONTRASTO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE E SUI MINORI” - PRESENTATA LA PROPOSTA DI LEGGE DI STUFARA E GORACCI (PRC-FED.SIN). LA PRESIDENTE MARINI AUSPICA UN'UNICA LEGGE SULLA CITTADINANZA DI GENERE

I consiglieri regionali di Rifondazione comunista, Damiano Stufara e Orfeo Goracci, hanno presentato oggi pomeriggio, nell'Aula consiliare della Provincia di Perugia, la loro proposta di legge concernente “Norme in materia di prevenzione e contrasto della violenza di genere e misure di sostegno delle donne e dei minori vittime di violenza”. L'obiettivo è quello di dotare l'Umbria di una legislazione chiara di prevenzione e contrasto alla violenza di genere e di reinserimento delle donne vittime di violenza. La presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, presente ai lavori, ha auspicato che “si possa mettere in piedi una unica legge sulla cittadinanza che possa affrontare tre o quattro ambiti di azione, sia sul tema formazione e lavoro, sul tema educativo, sulle azioni per combattere gli stereotipi e per la parte riguardante la violenza”.
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SOCIALE: ISTITUIRE DUE CONSULTE REGIONALI, SU SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO E SU HANDICAP E DISABILITÀ – DUE MOZIONI PRESENTATE A PALAZZO CESARONI DA MASSIMO BUCONI (SOCIALISTI E RIFORMISTI)

Con due distinte mozioni, da sottoporre ai voti dell'Aula di Palazzo Cesaroni, il consigliere regionale dei socialisti riformisti Massimo Buconi propone di istituire due consulte regionali che dovranno interessarsi di sicurezza nei luoghi di lavoro e di handicap e disabilità. Buconi le giustifica con l'esigenza di creare occasioni di confronto partecipato di tutti i soggetti interessati ai problemi delle due realtà, i cui problemi rischiano di accentuarsi per la crisi economica in atto.
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WELFARE: “DEFINIRE FAMIGLIA ANCHE QUELLA 'UNIPERSONALE DI DONNE' È UN NEOLOGISMO COSTITUZIONALMENTE ABERRANTE” - MONACELLI (UDC) INTERROGA LA GIUNTA SULLA DEFINIZIONE DI FAMIGLIA

Il capogruppo dell'Udc, Sandra Monacelli ha presentato un'interrogazione all'Esecutivo regionale con la quale chiede di sapere i criteri attraverso i quali è stato formulato il concetto di 'famiglie unipersonali di donne', presente all'interno del regolamento di attuazione, 'Interventi per famiglie vulnerabili' della legge regionale '13/2010', 'Disciplina dei servizi e degli interventi a favore della famiglia', e come intende porvi rimedio, poiché tale definizione contraddice palesemente la giurisdizione in materia e quella presente nella stessa legge. Per Monacelli “definendo famiglia anche quella 'unipersonale di donne' la Giunta crea un neologismo giuridico costituzionalmente aberrante, compiendo anche un atto discriminatorio nei confronti di un eventuale 'unipersonale' maschile non contemplato, ma soprattutto stravolgendo il concetto di famiglia nella sua natura intrinsecamente comunitaria”.