(Acs) Perugia, 10 gennaio 2011 - “E' necessario sostenere la famiglia e favorire la natalità, tenuto conto che l’Umbria ha un'alta percentuale di anziani (22,8 per cento di over 65, seconda solo alla Liguria). Occorre, per questo, adoperarsi per una trasformazione delle politiche assistenziali in politiche familiari, in un'ottica di investimento sul soggetto famiglia in quanto tale e non solo il singolo”. Lo ha detto stamani il capogruppo dell'Udc, Sandra Monacelli, intervenendo in una conferenza stampa organizzata insieme ad alcuni consiglieri comunali dell'Udc, nella quale è stata presentata la “proposta di modifica dei criteri di accesso agli interventi ed alle prestazioni dei servizi socio-assisitenziali” erogate dai comuni.
“Nel sottolineare i ritardi con i quali la Giunta regionale non ha ancora provveduto alla stesura del regolamento attuativo, in ordine alla legge sulla famiglia approvata nel mese di febbraio 2010, riaffermo – ha detto Monacelli - la consapevolezza che uno dei problemi centrali per ristabilire condizioni di equità sociale, in cui ad ogni persona possa essere garantita la dignità di cittadino, passa attraverso il ripensamento di una politica che in maniera troppo superficiale non ha valutato come la crisi dell'economia sia coincisa anche con una crisi storica della famiglia”.
Nel corso della conferenza stampa, il capogruppo centrista ha anche auspicato che “nuove politiche sociali possano prevedere per i servizi erogati dalle amministrazioni comunali indici 'Isee non standard'. La capacità contributiva del cittadino, infatti, - ha spiegato - non va considerata solo in relazione al reddito individuale prodotto, ma anche in relazione alle dimensioni della famiglia cui appartiene il soggetto portatore di quel reddito”.
Riferendosi poi al Parlamento, Sandra Monacelli ha evidenziato la necessità che “dopo tanti annunci, legiferi in tal senso”. RED/as