VICENDA IDREA-ROCCHETTA: “ LE SENTENZE DEFINITIVE VANNO RISPETTATE. ACQUA DENOMINATORE COMUNE PER UNA NUOVA FASE NEI RAPPORTI FRA L’AZIENDA, IL TERRITORIO E LE ISTITUZIONI” – NOTA DI SMACCHI (PD)

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12 Ago 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 12 agosto 2011 – “La sentenza del Consiglio di Stato, che ha respinto l’appello presentato da Idrea–Rocchetta contro la Sentenza del Tar dell’Umbria che nel Giugno 2008 aveva dato ragione al Comune di Nocera Umbra ed al “Comitato per la difesa del Rio Fergia” in merito ai permessi per l’apertura di nuovi pozzi di ricerca e di attingimento concessi dalla Regione e dal Comune di Gualdo Tadino, va rispettata come tutte le sentenze”. Lo afferma il consigliere regionale del Pd, Andrea Smacchi, secondo il quale “ora, ancora più di prima, occorre agire nel rispetto dei ruoli istituzionali e con il massimo della cautela nei commenti, almeno fino alla lettura completa del deliberato del Consiglio di Stato”.

 

“Penso – continua Smacchi – che quando un organo indipendente e assolutamente autorevole come la magistratura sentenzia, dopo aver approfondito al massimo la controversia, arrivando addirittura a esaminare la questione della  ‘promiscuità’ di diritti di servitù dei terreni la cui fonte e disciplina sarebbe rinvenibile nella convenzione ‘Transactio inter Nucerinos ed Gualdenses’, stipulata in Assisi il 21 gennaio 1480, la politica non possa che prenderne atto e adeguarsi. Credo sia necessario non farsi prendere a caldo da eccessivi entusiasmi, né da atteggiamenti ipercritici, tanto più che si è in presenza di una sentenza definitiva che chiude una vicenda che per anni ha visto protagonisti due Comuni confinanti e tanti cittadini spontaneamente mobilitatisi”.

 

La Società Idrea–Rocchetta – prosegue - aveva presentato un progetto di espansione che ora viene definitivamente meno. Si apre quindi una nuova fase anche nei rapporti fra l’azienda ed il territorio, che andrà gestita con il massimo della serietà e della trasparenza. Anche alla luce del recente risultato referendario sull’acqua, che i cittadini vogliono come bene pubblico e che presto inseriremo nel nostro Statuto regionale, credo sia utile per  iniziare un nuovo percorso di partecipazione al fine di condividere prospettive di sviluppo dei territori e strategie”.

 

“Ritengo – conclude - che la cosa più opportuna in questo momento sia quella di attendere il testo del deliberato del Consiglio di Stato rispetto all’annullamento, da parte del Tar, della  determinazione dirigenziale 25 maggio 2007, numero 4860, pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Umbria il 27 giugno 2007, ed a quel punto intraprendere tutte le iniziative istituzionali tese al rispetto letterale della sentenza stessa.  L’unica cosa da evitare sono le contrapposizioni, che non hanno più motivo di esistere ma, con senso di responsabilità,  occorre agire nel rispetto di una sentenza che può piacere o meno ma che va applicata senza alcuna esitazione”. RED/pg

Ultimo aggiornamento: 12/08/2011