VICENDA IDREA-ROCCHETTA: “ LE SENTENZE DEFINITIVE VANNO RISPETTATE. ACQUA DENOMINATORE COMUNE PER UNA NUOVA FASE NEI RAPPORTI FRA L’AZIENDA, IL TERRITORIO E LE ISTITUZIONI” – NOTA DI SMACCHI (PD)
(Acs) Perugia, 12 agosto 2011 – “La sentenza del Consiglio di Stato, che ha respinto l’appello presentato da Idrea–Rocchetta contro
“Penso – continua Smacchi – che quando un organo indipendente e assolutamente autorevole come la magistratura sentenzia, dopo aver approfondito al massimo la controversia, arrivando addirittura a esaminare la questione della ‘promiscuità’ di diritti di servitù dei terreni la cui fonte e disciplina sarebbe rinvenibile nella convenzione ‘Transactio inter Nucerinos ed Gualdenses’, stipulata in Assisi il 21 gennaio 1480, la politica non possa che prenderne atto e adeguarsi. Credo sia necessario non farsi prendere a caldo da eccessivi entusiasmi, né da atteggiamenti ipercritici, tanto più che si è in presenza di una sentenza definitiva che chiude una vicenda che per anni ha visto protagonisti due Comuni confinanti e tanti cittadini spontaneamente mobilitatisi”.
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“Ritengo – conclude - che la cosa più opportuna in questo momento sia quella di attendere il testo del deliberato del Consiglio di Stato rispetto all’annullamento, da parte del Tar, della determinazione dirigenziale 25 maggio 2007, numero 4860, pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Umbria il 27 giugno 2007, ed a quel punto intraprendere tutte le iniziative istituzionali tese al rispetto letterale della sentenza stessa. L’unica cosa da evitare sono le contrapposizioni, che non hanno più motivo di esistere ma, con senso di responsabilità, occorre agire nel rispetto di una sentenza che può piacere o meno ma che va applicata senza alcuna esitazione”. RED/pg