LAVORO: RIFONDAZIONE COMUNISTA-FEDERAZIONE DELLA SINISTRA CHIEDE UN INCONTRO URGENTE CON L’ASSESSORE RIOMMI PER DISCUTERE LA PROPOSTA DI LEGGE CONTRO LE DELOCALIZZAZIONI

Il Gruppo consiliare del Partito della Rifondazione Comunista per la Federazione della Sinistra ha chiesto un incontro urgente con l’assessore regionale alle Attività produttive per discutere sulla necessità di un intervento urgente dell’Esecutivo regionale in merito al contrasto dei processi di delocalizzazione, argomento sul quale il Prc ha presentato un’apposita proposta di legge.

 

 

Data:

09 Ago 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 9 agosto 2011 - Il Gruppo consiliare del Partito della Rifondazione Comunista per la Federazione della Sinistra ha oggi presentato al neo assessore alle Attività Produttive, Vincenzo Riommi, la richiesta di un incontro urgente per discutere della necessità di un intervento urgente del Governo regionale “per il contrasto dei processi di delocalizzazioni, rispetto ai quali – ricorda il capogruppo Damiano Stufara - abbiamo da tempo presentato un'apposita proposta di legge”.

 

“Da troppo tempo anche nella nostra regione – spiega Stufara - si registrano i pesanti effetti delle delocalizzazioni produttive, che causano di fatto una condizione di continua ricattabilità dei lavoratori; vicende come quelle della Basell, della Merloni, della Trafomec, della TK-AST, solo per citare i casi più eclatanti, dimostrano con tutta evidenza che la svendita dei diritti acquisiti dai lavoratori, unica ricetta di cui sembrano capaci le destre di governo, non risolve i problemi dovuti alla crescente disoccupazione ed è inefficace allo sviluppo economico”.

 

“Nella nostra proposta di legge – ricorda il capogruppo Prc-FdS - si stabilisce che le imprese che usufruiscono di contributi pubblici siano obbligate a non spostare le loro produzioni al di fuori del territorio regionale per 25 anni, pena la restituzione dei finanziamenti ricevuti; ciò consentirebbe di spendere i soldi che vengono ogni anno erogati alle imprese per politiche realmente di contrasto alla crisi ed per la tutela del mondo del lavoro, che da solo non può certo difendersi dallo strapotere acquisito in questi decenni dalle multinazionali. Oltre a colmare un vuoto dannoso nella legislazione nazionale, tale proposta costituisce un passaggio fondamentale perché si possa ripristinare, a partire dai territori, quel famoso primato della politica sull’economia che solo può tutelare l’interesse collettivo di fronte alle speculazioni selvagge di cui è vittima la nostra comunità, alle prese con le conseguenze di una deregolamentazione che ha consegnato le leve del potere a pochi gruppi finanziari, come dimostrato anche dall'attuale crisi dei titoli di stato italiani”.

 

“Per la Regione – secondo Stufara - si tratta di decidere da che parte stare, se difendere il diritto dei lavoratori a non esser privati della ricchezza che producono o perpetuare una situazione in cui alle imprese viene puntualmente lasciata l'ultima parola. Anche nel Piano delle Politiche Industriali si riconosce l'esigenza di intervenire in questa direzione, seppur indicando un vincolo di soli 7 anni di mantenimento delle attività produttive. Benché insufficiente, quanto riportato nel Piano getta a nostro avviso le basi per operare in netta discontinuità rispetto all'approccio neoliberista alla materia che sciaguratamente continua ad essere esercitato dal governo Berlusconi; una legge contro le delocalizzazioni consentirebbe inoltre di porre il problema anche sul piano nazionale, dove la latitanza in materia di politiche industriali e occupazionali è totale”.

 

Ultimo aggiornamento: 09/08/2011