LAVORO: RIFONDAZIONE COMUNISTA-FEDERAZIONE DELLA SINISTRA CHIEDE UN INCONTRO URGENTE CON L’ASSESSORE RIOMMI PER DISCUTERE LA PROPOSTA DI LEGGE CONTRO LE DELOCALIZZAZIONI
Il Gruppo consiliare del Partito della Rifondazione Comunista per la Federazione della Sinistra ha chiesto un incontro urgente con l’assessore regionale alle Attività produttive per discutere sulla necessità di un intervento urgente dell’Esecutivo regionale in merito al contrasto dei processi di delocalizzazione, argomento sul quale il Prc ha presentato un’apposita proposta di legge.
(Acs) Perugia, 9 agosto 2011 - Il Gruppo consiliare del Partito della Rifondazione Comunista per
“Da troppo tempo anche nella nostra regione – spiega Stufara - si registrano i pesanti effetti delle delocalizzazioni produttive, che causano di fatto una condizione di continua ricattabilità dei lavoratori; vicende come quelle della Basell, della Merloni, della Trafomec, della TK-AST, solo per citare i casi più eclatanti, dimostrano con tutta evidenza che la svendita dei diritti acquisiti dai lavoratori, unica ricetta di cui sembrano capaci le destre di governo, non risolve i problemi dovuti alla crescente disoccupazione ed è inefficace allo sviluppo economico”.
“Nella nostra proposta di legge – ricorda il capogruppo Prc-FdS - si stabilisce che le imprese che usufruiscono di contributi pubblici siano obbligate a non spostare le loro produzioni al di fuori del territorio regionale per 25 anni, pena la restituzione dei finanziamenti ricevuti; ciò consentirebbe di spendere i soldi che vengono ogni anno erogati alle imprese per politiche realmente di contrasto alla crisi ed per la tutela del mondo del lavoro, che da solo non può certo difendersi dallo strapotere acquisito in questi decenni dalle multinazionali. Oltre a colmare un vuoto dannoso nella legislazione nazionale, tale proposta costituisce un passaggio fondamentale perché si possa ripristinare, a partire dai territori, quel famoso primato della politica sull’economia che solo può tutelare l’interesse collettivo di fronte alle speculazioni selvagge di cui è vittima la nostra comunità, alle prese con le conseguenze di una deregolamentazione che ha consegnato le leve del potere a pochi gruppi finanziari, come dimostrato anche dall'attuale crisi dei titoli di stato italiani”.
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