(Acs) Perugia, 13 luglio 2011 - “Ci uniamo alle legittime preoccupazioni dei cittadini abitanti nei Comuni del comprensorio dell'altopiano dell'Alfina, sulle negative ricadute ambientali ed economiche per il territorio connesse con il reale rischio di una sua colonizzazione fotovoltaica selvaggia”. Così il capogruppo regionale della Lega Nord, Gianluca Cirignoni che annuncia la presentazione di una interrogazione e ricorda come nel 2009 l'allora assessore regionale all'ambiente e allo sviluppo sostenibile Bottini “si pose come obiettivo condiviso con gli enti locali di garantire lo sviluppo sostenibile dell'altopiano vulcanico dell'Alfina, territorio ricompreso tra Umbria e Lazio”.
Cirignoni denuncia che oggi a distanza di due anni da quanto assicurato dalla Regione Umbria si assiste al “grido di allarme lanciato da istituzioni e associazioni del territorio a causa di una ‘green economy’ che, almeno in quel territorio, ha la stessa fame di affari della ‘traditional economy’ e la stessa volontà di fagocitarsi il territorio a discapito dell’ambiente, della sua vocazione economica e della qualità della vita di chi ci vive.
L’esponente della Lega nell’esprimere “apprezzamento per una parte dei contenuti delle linee guida per la realizzazione di impianti fotovoltaici” recentemente emanate dalla Giunta regionale, fa comunque notare che la decisione dell’Esecutivo di approvare una norma transitoria che esime dal rispetto di tali linee guida coloro che hanno presentato progetti antecedentemente all'entrata in vigore di questo atto “non risolve la problematica sorta nel comprensorio dell'altipiano dell'Alfina. Nel comune di Castel Giorgio – spiega Cirignoni a titolo di esempio - verrebbero impiantati a terra 150 ettari di fotovoltaico pari a 673mq per ciascuno dei 2228 abitanti. Mi auguro – conclude - che l'assessorato all'ambiente recepisca il grido di allarme dei cittadini e delle associazioni". RED/tb