(Acs) Perugia, 9 febbraio 2011 – Il consigliere regionale del Pdl Andrea Lignani Marchesani interviene sulle polemiche relative al completamento nel tratto umbro della strada E78 (Fano-Grossseto) dicendosi dispiaciuto che “autorevoli colleghi di una forza di governo regionale diffondano informazioni sbagliate, provocando inutili tensioni nel territorio altotiberino al solo fine di lucrare rendite di posizioni elettorali”.
Secondo l’esponente del Pdl la “tormentata” storia della E/78 è arrivata ad una “ulteriore, travagliata tappa del suo percorso senza alcuna certezza, se non quella di allontanare nel tempo un recupero di competitività del nostro territorio. Giova ricordare – dice Lignani Marchesani - uno stato dell'arte fatto di una completa mancanza di risorse pubbliche e dalla disponibilità di una Associazione temporanea d'imprese che, dietro il proprio impegno finanziario, vuole la riscossione del pedaggio sull'intera tratta da Grosseto a Fano. Premettendo che non è assolutamente scandaloso che un investimento cospicuo produca in un lasso di tempo di decenni una triplicazione del capitale, lo scoglio attuale sta nella disponibilità delle Regioni Marche e Toscana di accettare una simile condizione, sicuramente onerosa per loro dal punto di vista politico. Rischiamo in sostanza – aggiunge - di litigare sul nulla, anche alla luce dell'ulteriore richiesta dell'Associazione temporanea d'imprese di voler imporre un tracciato il meno oneroso possibile. Se il Comitato dei cittadini e gli autorevoli tecnici locali che lo hanno studiato avessero ragione sull'eccessivo costo nella costruzione e manutenzione del tracciato ‘potenzialmente’ (e anche qui non ci sono certezze) scelto dall'ANAS, potranno star certi che sarà scelta un'altra soluzione”.
Lignani Marchesani si dice, infine, convinto che continuare a litigare sul nulla, “solo per appagare la malattia di protagonismo di qualcuno, perpetuerà i disastri del passato che hanno marginalizzato dal punto di vista infrastrutturale il territorio, e chi ha responsabilità istituzionali non può seguire il pessimo esempio dei sindaci di San Giustino e Città di Castello di inizio millennio”. RED/tb