Politica/attualità

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SANITOPOLI: “IL CONSIGLIO REGIONALE ISTITUISCA UNA COMMISSIONE DI INDAGINE” – DE SIO (PDL): “LO STRUMENTO MIGLIORE PER LAVORARE SU UN PROBLEMA CHE POTREBBE NON ESSERE CIRCOSCRITTO ALLA SANITÀ’”

Il consigliere regionale Alfredo De Sio (Pdl), che nei giorni scorsi aveva usato il termine “Umbriopoli”, in riferimento all’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto alcuni esponenti politici, propone che l’Assemblea legislativa dell’Umbria istituisca una specifica Commissione d’inchiesta “per lavorare serenamente attorno ad un problema che potrebbe non essere circoscritto ma riguardare anche altre realtà, non solo in ambito sanitario, della pubblica amministrazione regionale”.
 03.09.2010 - 12:09
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DEPOSITO CAUZIONALE RICHIESTO DA UMBRA ACQUE (2): “IL NUOVO CDA PROTEGGA LE FASCE DEBOLI DEI CITTADINI, ANCHE CON UNA COMMISSIONE APERTA AI RAPPRESENTANTI DEGLI UTENTI” - NOTA DI SMACCHI (PD)

Il consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi prende posizione sull’adeguamento del o deposito cauzionale disposto dalla Società Umbra Acque per tutti gli utenti del servizio idrico. A suo giudizio il nuovo Cda deve tutelare le fasce più deboli anche istituendo una commissione di garanzia formata, allargata a rappresentanti dei consumatori, per arrivare a distingue gli utenti abitualmente morosi da quelle fasce sociali particolarmente deboli che in alcuni casi possono non aver pagato per una semplice svista
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DEPOSITO CAUZIONALE CHIESTO DA UMBRA ACQUE: “LA SOCIETÀ CONTINUA A VESSARE I CITTADINI UTENTI E AD ASSICURARSI L'UTILE CANCELLATO DAL REFERENDUM ” - GORACCI (PRC-FDS) FA APPELLO A SINDACI, ATI E REGIONE

Orfeo Goracci, vice presidente della Assemblea di Palazzo Cesaroni e consigliere regionale di Prc-Fds, ripropone il tema del deposito cauzionale che la società Umbra Acque, nella quale i comuni sono maggioranza, continua a chiedere ai cittadini utenti, nonostante i dubbi di legittimità e la promozione di una class action contro il provvedimento ritenuto vessatorio. Il vice presidente ritiene indispensabile l'intervento di sindaci e assemblee degli Ambiti territoriali, anche sul tema dell'utile del sette per cento che la società continua ad avere assicurato, nonostante la cancellazione del diritto sancita dal referendum popolare di giugno.