Ambiente

 24.10.2012 - 11:21
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ALLUVIONI IN UMBRIA: PREVISIONE E PREVENZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO – CON L'ASSESSORE REGIONALE ALL'AMBIENTE PROSEGUONO LE AUDIZIONI IN SECONDA COMMISSIONE

In Seconda Commissione consiliare proseguono le audizioni in merito all'aspetto morfologico e idrogeologico del territorio regionale, compito assegnatole dal Consiglio regionale dopo le alluvioni che hanno ultimamente interessato, procurando ingenti danni,  le zone del Marscianese e dell'Orvietano. Alla riunione odierna ha preso parte l'assessore regionale all'Ambiente ed alcuni responsabili dell'assessorato. Dopo la sottolineatura sulla fragilità del territorio e sulla collocazione dell'Umbria tra le prime regioni italiane per rischio idrogeologico, è stato rimarcato come, in fatto di previsione e prevenzione del rischio idrogeologico ed idraulico, l'Umbria può definirsi una regione all'avanguardia. Negli ultimi quindici anni, la Regione ha destinato 130 milioni di euro per la messa in sicurezza del territorio.
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ALLUVIONI: “IL RISCHIO DA DINAMICA FLUVIALE” - IL PROF.ESSOR CENCETTI IN SECONDA COMMISSIONE HA DATO IL VIA AD UNA SERIE DI AUDIZIONI SULL'ASPETTO MORFOLOGICO E IDROGEOLOGICO DEL TERRITORIO REGIONALE

La Seconda Commissione consiliare ha dato il via, con la seduta di oggi, ad una serie di audizioni in merito all'aspetto morfologico e idrogeologico del territorio regionale. Compito delegato dal Consiglio regionale per approfondire la problematica riguardante la prevenzione e il governo idrogeologico del territorio umbro, dopo le alluvioni che hanno interessato le zone del Marscianese e dell'Orvietano. È stato il professor Corrado Cencetti (Università di Perugia) il primo interlocutore che, dopo aver ribadito come il fenomeno dell'inondazione è il “risultato della reazione 'sistema alveo-pianura fluviale'”, ha puntato il dito, parlando comunque in generale e non specificatamente dell'Umbria, della “inadeguatezza delle opere di difesa, della riduzione delle aree di espansione per laminazione della piena (progressivo abbassamento del colmo di piena da monte a valle ndr). “Sempre più – ha detto Cencetti – ci troviamo di fronte alla presenza di centri abitati e/o attività produttive su aree di pertinenza fluviale. Gli alvei – ha aggiunto – stanno modificando la tipologia del loro tracciato a causa degli interventi dell'uomo”.