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ISUC: INAUGURATA LA NUOVA SEDE DI PALAZZO GAZZOLI A TERNI, CHE ACCORPA I LASCITI DELL'ICSIM – IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO BREGA: “UN PATRIMONIO CULTURALE A DISPOSIZIONE DELLA CITTA'”
Inaugurata stamani a Terni la nuova sede dell'Isuc, l'Istituto per la storia dell'Umbria contemporanea. La Regione ha messo a disposizione alcuni locali di Palazzo Gazzoli per estendere anche sul territorio ternano le attività dell'Isuc e, al tempo stesso, salvaguardare il patrimonio culturale del disciolto Icsim (Istituto culturale per la storia d'impresa), confluito nel primo per le difficoltà economiche dei vari enti che, negli anni, avevano consentito gli studi e le attività di formazione sulla storia d'impresa.
BENI CULTURALI: “EFFICIENZA ED EFFICACIA DELL'AZIONE AMMINISTRATIVA” - INTERROGAZIONE DI MONNI (PDL) SULLA DISCIPLINA DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI IN MATERIA DI AUTORIZZAZIONI PAESAGGISTICHE
Il consigliere regionale di opposizione Massimo Monni (Pdl) ha presentato una interrogazione alla Giunta affinché adotti azioni nei confronti del ministero dei beni culturali per evitare che la Conferenza dei servizi in materia di autorizzazioni paesaggistiche perda di fatto la sua validità. Per Monni una circolare del ministero dello scorso 31 maggio renderebbe di fatto inefficaci le Conferenze di servizi, prevedendo un termine di 45 giorni per il parere vincolante delle sovrintendenze.
VERTENZA INDESIT: “NECESSARIO ANCHE L’IMPEGNO DELLA REGIONE. A RISCHIO DI DESERTIFICAZIONE INDUSTRIALE UNA VASTA AREA DI TERRITORIO UMBRO” - SMACCHI (PD) A MANIFESTAZIONE STABILIMENTO DI MELANO
Il consigliere regionale del Pd, Andrea Smacchi torna ad esprimere la sua preoccupazione circa l'evolversi della vertenza Indesit e, nel far sapere di aver partecipato stamani alla manifestazione dei lavoratori davanti allo stabilimento di Melano, auspica che la vicenda venga adeguatamente affrontata anche sul piano istituzionale. Smacchi ricorda quindi di aver già presentato una interrogazione alla Giunta regionale per chiedere un impegno diretto della Regione Umbria perché questa vicenda interessa anche più di cento lavoratori che vivono nella fascia appenninica dell'Umbria.










