(Acs) Perugia, 6 marzo 2013 - “Revisione della riparametrazione delle quantità di azoto nelle Zvn (Zone vulnerabili ai nitrati) a seguito delle nuove direttive comunitarie, al fine di utilizzare fertilizzanti di origine agricola, contenendo quelli di origine chimica; tempi di emanazione del Piano zootecnico regionale; ipotesi di adeguamento degli impianti di Bettona e Marsciano come previsto dalla Misura Q33 del Piano di Tutela delle acque; attenersi alla sentenza della Corte di Cassazione nel considerare il digestato come ammendante agricolo e non come rifiuto; superare l'anacronistica differenziazione tra reflui bovini e suini per le Zvn”. Così il consigliere regionale Gianfranco Chiacchieroni (Pd) in una interrogazione alla Giunta regionale con la quale chiede all'Esecutivo di chiarire, sostanzialmente, le proprie intenzioni circa le misure che intende adottare a sostegno del comparto zootecnico umbro.
Chiacchieroni evidenzia come la zootecnia, “che dovrebbe essere una delle priorità più pregnanti per l'Umbria, vista la particolare vocazione di alcuni suoi territori, sta soffrendo più di ogni altro settore della crisi. Questo – rimarca – a causa della completa mancanza di volontà da parte delle Istituzioni e degli organi preposti a raccordare le necessarie politiche di sostegno al comparto”.
Per l'esponente della maggioranza “è opportuno che gli allevamenti zootecnici vengano monitorati, rafforzati e seguiti in accordo con i Comuni affinché dall’attuale atteggiamento di repressione e vessazione si passi ad una condizione di sostegno e aiuto, soprattutto in una fase in cui il comparto sta provando a reagire con iniziative di qualità, nonostante l’assenza delle Istituzioni che, al contrario, dovrebbero invece governarne le sorti, piuttosto che lasciarlo alla spontaneità dei singoli attori. Quello della zootecnia – spiega Chiacchieroni nel suo atto ispettivo – è un settore che ha contribuito a dare lustro alla nostra regione anche in termini economici. Di recente è maturata una maggiore consapevolezza, da parte degli operatori, della necessità di valorizzare il proprio prodotto, concentrando tutte le fasi della lavorazione all'interno del territorio regionale, cercando di arginare il fenomeno dell'ingresso di centinaia di migliaia di capi semilavorati. RED/as