(Acs) Perugia 14 ottobre 2010 – Portare la vertenza Merloni all’attenzione del ministro dello sviluppo economico Paolo Romani come priorità strategica.
Lo propone il consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi, al termine della grande manifestazione organizzata dai sindacati a difesa dei 1000 lavoratori dell'azienda di Nocera Umbra ed alla quale ha personalmente partecipato. Smacchi chiede anche di “riconvocare, in una specifica seduta della seconda Commissione di Palazzo Cesaroni, i commissari della Merloni, per discutere in maniera approfondita le prospettive di uscita da una dolorosa vicenda, prima della scadenza del bando fissata al 15 novembre. Ma in subordine - se a quella data, precisa Smacchi, non si saranno fatti avanti gruppi industriali, anche multinazionali, in grado di avanzare proposte economiche e progetti industriali capaci di mantenere in servizio la attuale forza lavoro - “la Regione dovrebbe mettere in azione le proprie agenzie di investimento e prendersi la responsabilità della reindustrializzazione e del rilancio dell’indotto”.
Nel merito della crisi Merloni e dei suoi pericolosi effetti sul territorio dell’Eugubino-Gualdese-Nocerino, Smacchi avverte: “Si rischia di infliggere un colpo mortale al tessuto economico e sociale del territorio, causato da una grande azienda che ottiene ottimi fatturati ma che ha deciso di andare a produrre i suoi beni in altri mercati, dove il costo del lavoro e più precisamente le tasse applicate al lavoro sono molto inferiori”.
Fin dai primi momenti della crisi, conclude il consigliere del Pd, “mi sono battuto fermamente per la difesa della dignità dei lavoratori e del lavoro credendo nella possibilità di un loro totale reimpiego in settori che, in un futuro prossimo, diventeranno strategici a livello mondiale. Contrariamente a chi, come il ministro Tremonti, pensa che i nostri figli debbano andare a trovarsi un futuro dignitoso fuori dall’Europa, noi crediamo sia nostro dovere creare nel nostro territorio il massimo delle opportunità possibili rifiutando categoricamente la definizione di un quel poeta del passato che amava dire: ”La felicità, è la speranza in un futuro ignoto!” GC/gc