VERTENZA MERLONI: “QUALI PROSPETTIVE DI LAVORO PER I CIRCA 700 LAVORATORI RIMASTI ECLUSI DAL REINTEGRO” - GORACCI INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE

In merito alla vertenza Merloni, il consigliere regionale Orfeo Goracci ha presentato una interrogazione all'Esecutivo di Palazzo Donini per conoscere quali azioni la Regione Umbria intende mettere in atto per dare risposte ai circa 700 lavoratori esclusi dal reintegro operato dalla J & P Industries, società facente capo all'imprenditore marchigiano Giovanni Porcarelli. Goracci, che ieri ha partecipato ad una assemblea autoconvocata a Colle di Nocera Umbra da un Comitato dei lavoratori, punta il dito sui criteri con cui sono stati individuati i lavoratori da assumere” e nel rimarcare “l'importanza della presenza degli stessi lavoratori in ogni tavolo che verrà attivato”, auspica la convocazione di un Consiglio regionale aperto “per sottolineare il peso e la drammaticità che la crisi della 'Antonio Merloni' rappresenta per l'Umbria intera”.

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29 Dic 2011 00:00

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(Acs) Perugia, 29 dicembre 2011 – A proposito della vertenza Merloni, quali gli intendimenti, le iniziative e le azioni immediate che la Regione Umbria intende mettere in atto per dare risposte ai circa 700 lavoratori esclusi dal reintegro e che ora non hanno più nemmeno la speranza di rientrare nella 'loro' fabbrica. È quanto chiede, attraverso una interrogazione alla presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini e all'assessore allo Sviluppo economico, Vincenzo Riommi, il consigliere regionale e vice presidente del Consiglio, Orfeo Goracci auspicando che anche Palazzo Donini condivida e faccia proprie le sollecitazioni e le richieste avanzate dai lavoratori della 'Antonio Merloni'.


 

L'atto ispettivo, come lo stesso consigliere evidenzia, nasce dalla sua partecipazione, nella giornata di ieri (28 dicembre) ad una assemblea organizzata a Colle di Nocera Umbra dal Comitato lavoratori dell'azienda e alla quale – fa sapere – hanno partecipato moltissimi lavoratori particolarmente preoccupati per il loro futuro, poiché non riassunti dalla J & P Industries.


 

Per Goracci “l'unità e la solidarietà tra tutti i lavoratori è un valore imprescindibile e le istituzioni devono fare di tutto per impedire 'guerre fratricide tra poveri'. Tra i molti punti ed interrogativi posti all'attenzione dei presenti, tra cui i sindaci del territorio e il Vescovo di Assisi, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, quello relativo ai criteri con cui sono stati individuati i lavoratori da assumere, visto che, a dire dei presenti, sono rimasti fuori invalidi, famiglie numerose e monoreddito, indiscutibili professionalità, mentre sono state assunte figure più 'legate' a rappresentanze di quote sindacali. La speranza – aggiunge Goracci riportando gli stati d'animo dei lavoratori esclusi – rimane quella legata all'accordo di programma, che va attivato prima possibile. Nella costruzione e negli atti formali – osserva il vice presidente di Palazzo Cesaroni - questo accordo deve avere quale primo obiettivo, senza scorciatoie ed ipocrisie, il riassorbimento di tutti i lavoratori rimasti fuori e comunque garantire loro il prolungamento della cassa integrazione e tutte le 'protezioni' sociali necessarie”.


 

In questa fase – rimarca Goracci nel suo atto - è assolutamente necessario il coinvolgimento di tutti i lavoratori esclusi perché possano conoscere e decidere sul loro destino. Per questo, in tutti i tavoli che verranno attivati dovrà essere prevista una loro rappresentanza (democraticamente scelta) oltre a quelle dei sindacati 'storici' ed 'ufficiali'. Al contempo – continua - i Sindaci e le Amministrazioni locali dovranno essere pienamente coinvolte perché nessuno conosce come e più di loro il territorio e le sue problematicità”.


 

Secondo Goracci, “ora che il governo Monti promette la fase dello sviluppo, la soluzione totale della crisi della Merloni e della dorsale appenninica umbra possono e devono rappresentare il banco di prova per passare dalle parole, dalle dichiarazioni, ai fatti. Insieme con il Governo – spiega – è necessario capire, dopo le scelte folli ed assurde che hanno caratterizzato la riforma delle pensioni, che fine faranno 250-300 lavoratori che potevano arrivare, accompagnati dagli ammortizzatori sociali, alla pensione nei prossimi anni”.


 

Goracci chiede infine che venga convocato un Consiglio regionale aperto per sottolineare il peso e la drammaticità che la crisi della 'Antonio Merloni' rappresenta per l'Umbria intera, oltre che per l'area del Fabrianese e per le Marche in generale”. RED/as


 


 

Ultimo aggiornamento: 29/12/2011