VERTENZA MERLONI: “OCCORRE UNO SCATTO IN AVANTI NELL'INIZIATIVA ISTITUZIONALE SOPRATTUTTO DA PARTE DEL GOVERNO” - PER SMACCHI (PD) “PRIORITARIA LA SALVAGUARDIA DELL'OCCUPAZIONALE E LA TENUTA ECONOMICA E SOCIALE DI UN TERRITORIO”
12 Lug 2011 01:00
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(Acs) Perugia, 12 luglio 2011 - “C'è il forte rischio che su una delle vertenze più importanti d'Italia possa calare un silenzio incomprensibile quanto pericoloso”. Lo denuncia il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd), tornando a sollecitare “una mobilitazione istituzionale e delle forze economiche e sociali dell'intero territorio della fascia appenninica in favore di una soluzione della Vertenza Merloni”.
Smacchi annuncia la propria partecipazione e condivisione “dell'iniziativa di domani promossa della Cgil dell'Umbria e delle Marche: ritengo che sia giunto il momento di giocare in attacco e non in difesa. Occorre uno scatto in avanti nell'iniziativa istituzionale, in primo luogo da parte del Governo che fino ad oggi non ha giocato il ruolo che avrebbe dovuto, ma anche da parte delle due Regioni, visto che la situazione è arrivata ad uno snodo delicatissimo, legato alla scadenza dei termini della trattativa riservata fra i commissari ed i due soggetti che hanno manifestato interesse per l'acquisto, i cinesi della 'Nanchang Zerowatt' e gli iraniani della 'Mmd', trattativa che purtroppo sembra destinata a concludersi in maniera negativa".
“Bisogna iniziare a scoprire le carte – prosegue Smacchi - anche per ciò che riguarda l'attuazione dell'accordo di programma, e su questo le Regioni devono avere un ruolo di traino per coinvolgere l'imprenditoria locale sia umbra che marchigiana e Confindustria che ad oggi sembrano stare alla finestra, ma che potrebbero invece mettere sul piatto progetti ed investimenti in grado di riassorbire una parte consistente dei 2300 dipendenti diretti del gruppo. Perché se è pur vero che va salvaguardato al massimo l'intero perimetro industriale è altrettanto necessario mettere in campo una strategia che punti a far emergere un nuovo modello di sviluppo in grado di attrarre le sempre più esigue risorse disponibili e di introdurre elementi di diversificazione produttiva non necessariamente legata alla produzione di elettrodomestici”.
Smacchi conclude evidenziando che la priorità “è salvaguardia dei livelli occupazionali e la tenuta economica e sociale di un intero territorio, è dunque necessario iniziare subito a lavorare alla costruzione di una vera e propria filiera in grado di intrecciare diversi tipi di produzioni”. RED/mp
