VERTENZA MERLONI: “LA STIPULA DEL VERBALE DI CONCILIAZIONE DA PARTE DEI LAVORATORI È UN PRIMO SEGNALE POSITIVO. ORA RIMODULARE IN FRETTA L'ACCORDO DI PROGRAMMA” - NOTA DI SMACCHI (PD)
21 Dic 2011 00:00
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(Acs) Perugia 21 dicembre 2011 - “Con la stipula del verbale di conciliazione da parte dei lavoratori che verranno rioccupati dalla QS Group spa, si chiude la prima fase di passaggio del Gruppo Merloni. Un punto di partenza e non certo di arrivo, che come era facile aspettarsi sta creando fibrillazioni e malumori del tutto comprensibili”. Così il consigliere regionale del Partito Democratico, Andrea Smacchi per il quale “è compito delle istituzioni e delle parti sociali cercare di governare al meglio, anche attraverso un rilancio immediato della seconda fase, quella della rivisitazione e della conseguente applicazione in tempi brevi dell'accordo di programma”.
“Pur nella criticità della situazione – aggiunge Smacchi - va comunque colto il primo segnale positivo, dopo un lungo periodo di incertezze, rappresentato dalla ripresa dell'attività produttiva già dal prossimo mese di gennaio. Ora - prosegue - occorre continuare a lavorare alacremente, per cercare di cogliere tutte le opportunità che potrebbero profilarsi da qui a breve in settori strategici ed innovativi come ad esempio la green economy e la ricerca scientifica applicata, che potrebbero rappresentare un valore aggiunto in un'ottica di nuovo sviluppo industriale”.
Per Smacchi, “in questo momento, in cui le nubi sull'intera vicenda Merloni sembrano lentamente diradarsi, dal territorio deve partire un segnale forte e chiaro, che punti ad un rilancio vero e ad un uso oculato delle risorse e degli incentivi messi a disposizione dall'accordo di programma e non solo. Risorse in grado di ricreare in tempi brevi un circolo virtuoso che assicuri sviluppo ed occupazione duratura”.
“L'Umbria intera – conclude Smacchi - deve far sentire forte la propria voce, perché gli asset da valorizzare insistono sul sito di Gaifana ed anche perché una reindustrializzazione di qualità nel territorio della fascia appenninica sarebbe strategico non solo per chi ci vive ed opera, ma per l'intera comunità regionale”. RED/as
