(Acs) Perugia, 8 giugno 2011 – “L'incontro tra i primi cittadini delle amministrazioni locali umbre colpite dalla crisi Merloni, rappresenta un segnale di attenzione, forse leggermente fuori tempo, da parte delle istituzioni locali, rispetto ad una vicenda che rischia di produrre effetti negativi non solo sull'economia, ma anche sulla tenuta del tessuto sociale di un intero territorio”: lo sostiene il consigliere regionale Andrea Smacchi (PD), il quale ricorda di essere stato lui stesso, circa un anno fa, a chiedere, “inascoltato”, la convocazione urgente di un tavolo istituzionale di crisi da tenersi a Gualdo Tadino, “al quale doveva accompagnarsi una grande mobilitazione di tutti i cittadini e delle forze economiche e sociali dell'intero territorio”.
“Tale proposta – prosegue Smacchi - fu apostrofata da qualche sindaco come una vecchia, inutile ed improduttiva liturgia. ‘Meglio pensare ad altro’ si disse allora, ‘il sistema fordista è ormai al capolinea, bisogna avere il coraggio di investire su se stessi’. Prendo atto che dopo soli dodici mesi (persi), oggi si torna a percorrere l'unica strada possibile, quella dell'unità d'intenti fra tutte le amministrazioni locali ai vari livelli”.
“In questo contesto – aggiunge il consigliere del PD -, ritengo opportuno ribadire che il tavolo di confronto debba essere convocato sul territorio, per dare un segnale inequivocabile di attenzione: non è vero che la crisi ha colpito tutti in uguale misura, in Umbria il territorio dell'appennino è di gran lunga quello che sta pagando il prezzo più alto e non possiamo permettere che le poche risorse a disposizione prendano altre strade. E' pertanto necessario – conclude - che l'incontro si svolga al più presto a Gualdo e che coincida con una grande giornata di mobilitazione sociale e civile. Dimostriamo che la forza delle istituzioni viene dal basso, riportiamo la politica vicino ai cittadini”. RED/pg