VERTENZA AST: “SUBITO LA MOBILITAZIONE GENERALE DELL'UMBRIA CONTRO LA REPRESSIONE E LA RECESSIONE” - STUFARA (PRC-FDS) “RILANCIARE LA QUESTIONE DELL'INTERVENTO PUBBLICO NELL'ECONOMIA”

 Il capogruppo regionale Prc-Fds, Damiano Stufara, parla di “falsificazione dei fatti perpetrata dal Ministero dell'Interno insieme alla Questura sulla manifestazione di mercoledì scorso a Terni” che rappresenterebbe un “secondo colpo ai diritti ed alla democrazia nel nostro Paese. Si individuino quindi i veri responsabili”. Stufara auspica l'indizione di uno sciopero generale regionale per rilanciare la questione “dell'intervento pubblico nell'economia”. Secondo Stufara lo Stato deve effettuare un intervento diretto per “garantire il mantenimento degli assets strategici dell'industria nazionale e il diritto ad un lavoro sicuro, dignitoso ed equamente retribuito: questo è quanto chiederemo al Governo martedì prossimo a Strasburgo, per affrontare le questioni della siderurgia europea nell'ambito dell'Action Plan”.

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07 Giu 2013 01:00

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(Acs) Perugia, 7 giugno 2013 - “La falsificazione dei fatti perpetrata dal Ministero dell'Interno insieme alla Questura rispetto alla manifestazione di mercoledì scorso a Terni, rappresenta un secondo colpo ai diritti ed alla democrazia nel nostro Paese, dove alle risposte necessarie per far fronte alla crisi si sostituisce l'uso repressivo della forza pubblica. E di ciò di cui è emblematica espressione il teorema dell'ombrellata e l'incriminazione di un operaio, sceso in piazza insieme ai suoi colleghi per difendere il posto di lavoro”. Così il capogruppo regionale Prc-Fds, Damiano Stufara nel suo intervento di stamani alla conferenza stampa promossa a Terni dal Partito della Rifondazione comunista.

Alla manifestazione di mercoledì – aggiunge Stufara - hanno preso parte, insieme ai lavoratori ed al sindaco di Terni, un senatore della Repubblica, consiglieri ed assessori regionali, provinciali e comunali di ogni appartenenza politica, che erano in prima linea proprio per evitare che la situazione degenerasse. Logica vorrebbe che i rappresentanti istituzionali venissero denunciati per interruzione di pubblico servizio, a partire dal sottoscritto, la cui versione, insieme a quella degli altri manifestanti, non è stata minimamente contemplata da chi sta criminalizzando nei fatti un intero territorio e le sue Istituzioni democratiche”.

Stufara, a fronte della situazione da lui descritta chiede che vengano individuati “i veri responsabili della violenza perpetrata mercoledì contro una manifestazione che si proponeva di rivendicare il diritto a disporre del proprio futuro, al pari di tante altre nel nostro territorio, arrivate in passato anche a bloccare l'Autostrada presso Orte. A dover pagare – aggiunge - è chi, a partire dal Questore di Terni, ha contribuito ad inaugurare anche in questa città un clima di tensione funzionale, come in altre vertenze in altre parti del Paese, a scagionare un Governo nazionale sempre più imbelle di fronte allo smantellamento del profilo industriale del Paese. Le due verità, quella dei lavoratori e delle Istituzioni democratiche locali e quella della Questura e del Ministero, non possono convivere. Alla proposta di violenza di cui la città di Terni è stata vittima – sottolinea - dobbiamo rispondere senza inibizioni. Per questo auspico l'indizione dello sciopero generale regionale, per chiamare a raccolta le forze vive di tutta la nostra Regione e rilanciare la questione, ormai indifferibile, dell'intervento pubblico nell'economia”.

Il capogruppo regionale di Rifondazione comunista ritiene che il caso del commissariamento dell'ILVA “parla anche al nostro territorio: di fronte all'incapacità del libero mercato di risolvere da sé le proprie crisi, produttive, ambientali e occupazionali, lo Stato può e deve effettuare un intervento diretto per garantire il mantenimento degli assets strategici dell'industria nazionale e, più in generale, i principi su cui si fonda la nostra società, a partire dal diritto ad un lavoro sicuro, dignitoso ed equamente retribuito. Questo è il compito a cui dovrà sentirsi impegnato il Governo. Questo è quanto chiederemo al Governo martedì prossimo a Strasburgo, per affrontare le questioni della siderurgia europea nell'ambito dell'Action Plan. Non il patteggiamento del male minore con le oligarchie dell'acciaio, ma il riscatto delle produzioni e dei lavoratori da chi invece ne pianifica la liquidazione. Solo la mobilitazione generale contro la repressione e la recessione orchestrate da chi sta svendendo non solo il polo siderurgico ternano, ma l'intera industria nazionale – conclude Stufara -, può imporre le scelte urgenti e necessarie per riappropriarci tanto del presente quanto del futuro del mondo del lavoro in Italia; se è vero, come crediamo, che alla violenza si debba rispondere con la democrazia, è ora di tornare a praticarla”. RED/tb

Ultimo aggiornamento: 07/06/2013