VERTENZA AST: “RICONOSCERE ANCHE ALLE ACCIAIERIE I BENEFICI GOVERNATIVI PREVISTI PER L'AMIANTO E DI CUI USUFRUISCONO ALTRI SITI INDUSTRIALI NAZIONALI” - NOTA DI DE SIO (FDI)

Il consigliere regionale Alfredo De Sio (FDI), intervenendo di nuovo in merito alla vertenza Ast, invita il Governo a valutare la possibilità di riconoscere, anche per le acciaierie di Terni, l'estensione dei “benefici previsti per l'amianto di cui usufruiscono altri siti industriali nazionali”. Nel ricordare che su questo argomento era già intervenuto in occasione della legge di stabilità del 2013, per De Sio  “appare strano che nessuno parli di questa opportunità”.

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01 Dic 2014 00:00

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(Acs) Perugia, 1 dicembre 2014 - “Nell'ambito della trattativa AST , il Governo valuti la possibilità di riconoscere anche per le acciaierie di Terni l'estensione dei benefici previsti per l'amianto di cui usufruiscono altri siti industriali nazionali”. Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale, Alfredo De Sio che sull'argomento, era già intervenuto in occasione della legge di stabilità dell'anno passato.

Per De Sio “appare strano che nessuno parli di questa opportunità. Francamente non riesco a comprendere perché non faccia parte del novero delle richieste che sui vari tavoli si dovrebbero esaminare. C'è una strana e diffusa ritrosìa a toccare questo argomento come se ci fossero accordi particolari per non sollevare la questione. Eppure – aggiunge l'esponente di Fratelli d'Italia - molte sono le realtà industriali che hanno visto riaperti i termini della vicenda. Con riferimento ad alcune specifiche realtà aziendali– ricorda  -  negli anni 2000/2001 il ministero del Lavoro e della Previdenza sociale ha emesso atti di indirizzo nei quali sono contenuti gli elementi utili alla certificazione dell’esposizione all’amianto, adottando successivamente altre determinazioni, che hanno riguardato principalmente l’industria delle costruzioni ferroviarie, le acciaierie, le centrali termoelettriche, i cantieri navali. Queste linee guida  - spiega De Sio - sono redatte sulla base dell’esame della documentazione prodotta dall’Inail a livello locale e dalla documentazione inviata al Ministero dalle rappresentanze sindacali aziendali, nonché dalle conclusioni dell’Inail, relativamente alla situazione espositiva all’amianto nelle aziende interessate dall’atto e nelle altre aziende dello stesso comparto produttivo o di altri comparti produttivi con caratteristiche analoghe”.

“Successivamente – scrive ancora De Sio - è stato stilato un elenco dei siti produttivi interessati all’applicazione della legge '247/2007', dove  viene ricompreso l’impianto produttivo Ilva Laminati Piani con sede a Torino dell’Azienda 'Acciai Speciali Terni', mentre il sito di Terni avrebbe solo analoghe caratteristiche produttive con Torino. Questa valutazione è assolutamente penalizzante e fuorviante – evidenzia l'esponente di FdI - in quanto il sito di Terni, partendo dalla materia prima per giungere al rotolo finito, possiede un’area a caldo tra le più grandi in Europa, dove avviene la fabbricazione e la trasformazione di acciaio da forni fusori e laminazione e dove perciò l’amianto è usato soprattutto come coibente e/o isolante termico nelle aree a caldo e in quelle a freddo come Torino”.

“In questi giorni – va avanti De Sio -  al MISE si parla del futuro dell'AST e non di una vertenza riguardante solo gli esuberi, credo quindi sia opportuno valutare la giusta rivendicazione di riconoscimenti dai quali ingiustamente Terni è stata esclusa. Non stiamo parlando di dati da verificare. L’elenco fornito da Asl delle bonifiche amianto fatte dopo il 1992 negli stabilimenti di Terni dell’AST – fa sapere  De Sio - consta di addirittura 61 interventi solo fino al 2010 dei quali molti sono ancora in corso. Tale distinzione, risultante da queste disposizioni, ha di fatto prodotto un orientamento omissivo da parte dell’Inail assolutamente inaccettabile, includendo i lavoratori di Torino e tendente ad escludere quelli di Terni”.

De Sio ricorda che “molti  sono stati gli atti ispettivi nel passato presentati in Parlamento da varie forze politiche, tendenti al riconoscimento di tutti i siti aventi le caratteristiche previste dalla originaria legge, includendo perciò anche il sito di Terni. Purtroppo, ancora non si riesce ad ottenere chiarezza con   un  completo pronunciamento che corregga gli errori, applicando invece in modo estensivo ed includente le disposizioni  con particolare riferimento alle aree a caldo e quindi anche agli stabilimenti di Terni. Mi auguro che qualcuno - conclude De Sio -, assumendosi finalmente le responsabilità, dichiari cosa voglia fare, con urgenza, in merito a questo argomento che riguarda esclusivamente la volontà del Governo nazionale e di nessun altro”. RED/as
 

Ultimo aggiornamento: 01/12/2014