VECCHIO OSPEDALE DI CITTÀ DI CASTELLO: “I RIMPALLI DI RESPONSABILITÀ HANNO PRODOTTO UN BANDO DI VENDITA CON UNA BASE D’ASTA FUORI MERCATO” - NOTA DI LIGNANI (PDL)

Secondo il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl) il bando di vendita dell'ex ospedale di Città di Castello avrà una base d'asta del tutto fuori mercato, dovendo partire dai quasi cinque milioni di euro fissati dalla relativa delibera di Giunta e considerando i costi, probabilmente ingenti, del restauro. Per Lignani lo stabile rischia di restare a lungo invenduto e nel degrado. Servirebbero soluzioni alternative.

Data:

28 Giu 2012 01:00

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(Acs) Perugia, 28 giugno 2012 - “Mesi, anzi, anni per partorire, dopo innumerevoli rimpalli di responsabilità, un bando di vendita dell’ex ospedale di Città di Castello che sicuramente avrà una base d’asta del tutto fuori mercato. Il bando per l’alienazione in questione, che a breve vedrà la luce, dovrebbe infatti partire da una base d’asta di 4milioni 750mila euro, come indicato nella Delibera di Giunta regionale numero 313 del 27 marzo 2012, che fissa i 'paletti' della vendita. Una cifra evidentemente fuori mercato, che lascerà per certo lo stabile invenduto e nel degrado per altri anni”. E' l'opinione del consigliere regionale del Pdl Andrea Lignani Marchesani sulla base d'asta per la vendita dell'ex ospedale tifernate.


 

Veramente stucchevoli appaiono oggi – continua Lignani - i rimpalli di responsabilità tra Comune di Città di Castello e Regione Umbria: enti, amministrati dalla stessa maggioranza politica, che hanno favorito in città una rincorsa a chimere elettoralistiche e a sogni di grandezza che, comunque, avevano come presupposto un congruo sconto sul prezzo di vendita. Oggi, pensare ad un imprenditore che possa investire, in questa situazione economica e finanziaria, una cifra non inferiore ai dieci milioni di euro (tra acquisto e restauro) è pura utopia. Gli errori del passato, a cominciare dall’amplificazione del degrado determinato dalla permanenza in loco per anni del Ser.T, verranno presto clamorosamente a galla. Qualche anno fa, la situazione avrebbe permesso invece un epilogo ben diverso, se solo ci fosse stata una reale volontà politica. Oggi – conclude - occorrerebbero situazioni alternative, ma la Regione ha già investito nel restauro di Palazzo Vitelli e risorse private sono già andate in progetti che hanno assecondato volontà bancarie e non i desiderata della Comunità tifernate”. RED/pg

Ultimo aggiornamento: 28/06/2012