URBANISTICA: “NO ALL'EDIFICAZIONE NELLE ZONE BOSCHIVE” - BARELLI (ITALIA NOSTRA) ILLUSTRA IN SECONDA COMMISSIONE UNA PETIZIONE POPOLARE CONTRO L'ARTICOLO 124 DELLA LEGGE “8/2011”

Tra i punti all'ordine del giorno della seduta odierna della Seconda Commissione, quello dell'audizione con il vice presidente di Italia Nostra, Urbano Barelli che ha illustrato una petizione popolare, di cui è primo firmatario, con la quale si chiede di abrogare l'articolo 124 della legge regionale “8/2011” (Semplificazione amministrativa e normativa) che consentirebbe, secondo Barelli l'edificazione nelle zone sottoposte a vincolo paesaggistico provvedimentale: “Bisogna assolutamente fare in modo – ha rimarcato – che nei boschi umbri non si possa più costruire”. Il rappresentante di Italia Nostra ha quindi illustrato i “vari profili di illegittimità costituzionale della legge” evidenziando anche come questa norma sia “in contrasto con il parere legale dell'ufficio giuridico-legislativo della stessa Regione e con due sentenze della Corte di Cassazione”.

Data:

02 Dic 2011 00:00

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(Acs) Perugia, 2 dicembre 2011 – Il vice presidente di Italia Nostra, Urbano Barelli ha illustrato in Seconda Commisione, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, una petizione popolare di cui è primo firmatario con la quale si chiede di abrogare l'articolo 124 della legge regionale “8/2011” (Semplificazione amministrativa e normativa) che consentirebbe, secondo Barelli “l'edificazione nelle zone sottoposte a vincolo paesaggistico provvedimentale. Bisogna assolutamente fare in modo – ha rimarcato – che nei boschi umbri non si possa più costruire”.


 

Il rappresentante di Italia Nostra ha illustrato i “vari profili di illegittimità costituzionale della legge” evidenziando anche come questa norma sia “in contrasto con il parere legale dell'ufficio giuridico-legislativo della stessa Regione e con due sentenze della Corte di Cassazione”. Barelli, in merito alla norma prevista nella legge, punta il dito contro i consiglieri regionali (la legge è stata votata all'unanimità) perché, ha detto, in questo modo “è stata di fatto approvata una sanatoria per alcune villette di San Feliciano di Magione legittimando ulteriori costruzioni nei boschi di quel comune e di altri. I consiglieri regionali – ha aggiunto – non sono stati probabilmente informati della portata della norma da votare”.


 

Per Barelli, “i boschi rappresentano una risorsa sotto il profilo idrogeologico. Sono la garanzia di tenuta del territorio in un momento così importante dove si verificano alluvioni e quant'altro. È evidente – ha concluso - che anche l'Umbria deve garantire la tutela dei suoi boschi”.

La Commissione si è dichiarata disponibile ad approfondire la questione anche e soprattutto attraverso una approfondita analisi e valutazione con gli uffici preposti del Consiglio regionale. AS

Ultimo aggiornamento: 02/12/2011