URBANISTICA: “I BOSCHI DELL’UMBRIA SONO I PIÙ TUTELATI D’ITALIA, TANTO CHE L’INEDIFICABILITÀ È ESTESA ALLE RADURE E ALLE ZONE LIMITROFE” – L’ASSESSORE ROMETTI SUBITO DOPO L’AUDIZIONE DI BARELLI

Dopo l’audizione dell’avvocato Barelli, presidente di Italia nostra, la Seconda Commissione consiliare ha conferito con l’assessore regionale Silvano Rometti sulle problematiche innescate dall’impugnativa del Governo di alcuni articoli della legge regionale “8-2011”. L’assessore e il dirigente Angelo Pistelli hanno spiegato che “in nessuna altra regione italiana i boschi sono tutelati come in Umbria, dove i vincoli ambientali sono estesi anche alle zone circostanti” ed hanno chiarito perché non sono considerati “bosco” i lotti in zona lago Trasimeno che hanno originato la richiesta dell’associazione Italia nostra di abolire l’articolo 124 della legge.

 

Data:

02 Dic 2011 00:00

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(Acs) Perugia, 2 dicembre 2011 –  “Difendiamo la linea della legge regionale sulla semplificazione anche nei confronti del Governo ed affermiamo che in Umbria i vincoli ambientali sono molto più stretti che nelle altre regioni italiane, tanto che la non edificabilità sulle aree boschive viene estesa anche alle radure e ai terreni circostanti”: lo ha detto l’assessore all’Ambiente della Regione Umbria Silvano Rometti ai membri della Seconda Commissione consiliare di Palazzo Cesaroni, rispondendo alle domande dei consiglieri subito dopo l’audizione del presidente regionale di “Italia nostra”, Urbano Barelli.

 

“I boschi dell’Umbria sono i più tutelati d’Italia – ha aggiunto il dirigente regionale Angelo Pistelli, responsabile del Servizio urbanistica – e sono non soltanto inedificabili ma anche impianificabili. Tutti i boschi dell’Umbria sono vincolati, ma non sono boschi le zone classificate come “A” e “B” cui fa riferimento la legge 431 del 1985, già previste nei piani regolatori. Per quanto riguarda le costruzioni edificate in zona lago Trasimeno (oggetto di discussione nell’audizione precedente, ndr) si tratta – ha spiegato Pistelli – di lotti di zona B antecedenti il 1985, tutte costruzioni munite di autorizzazione paesaggistica. Se poi vi sono problematiche legali e giudiziarie per le costruzioni edificate, queste esulano dall’impianto della legge regionale attuale che, ribadisco, sancisce la totale inedificabilità delle zone boschive. L’incomprensione con il Governo (che ha impugnato dieci articoli della legge regionale ‘8/2011’, ndr) è dovuta – ha concluso il dirigente - all’utilizzo della espressione ‘non sono considerati boschi’, ma la lettura ministeriale sarà presto messa a confronto con la nostra”. PG/pg

 

Ultimo aggiornamento: 02/12/2011