URBANISTICA: “ANALISI SULLA SITUAZIONE DEI VOLUMI CONNESSI ALLE SOLE ESIGENZE AGRICOLE” – SMACCHI (PD) PLAUDE ALL’IMPEGNO DELL’ASSESSORE ROMETTI

Il consigliere del Partito Democratico, Andrea Smacchi, esprime, in una nota, la sua soddisfazione per le rassicurazioni avute, stamani in Aula, dall’assessore regionale all’Urbanistica, Silvano Rometti circa l’impegno dell’Esecutivo ad analizzare, all’interno di una più ampia revisione normativa in materia, la situazione dei volumi edificabili definiti, purché connessi alle sole esigenze delle attività agricole. L’argomento è relativo “alla sanatoria degli ‘immobili fantasma’, contenuta nella serie di misure previste nella manovra governativa mirate ad una regolarizzazione delle variazioni catastali”. L’obiettivo è quello di offrire “un’adeguata soluzione al problema dell’uso di un volume definito che risulti prettamente connesso alle sole esigenze reali dimostrate e comunque riconducibile a criteri di ruralità”.

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12 Ott 2010 01:00

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    (Acs) Perugia, 12 ottobre 2010 – “La proroga governativa per gli accatastamenti, solo fiscale, non dà soluzioni per un reale riconoscimento catastale dei fabbricati. Gli intendimenti della Giunta regionale ad impegnarsi ad analizzare, all’interno di una più ampia revisione normativa in materia, la situazione dei volumi edificabili definiti, purché connessi alle sole esigenze delle attività agricole, soddisferebbe pienamente le contraddizioni poste in essere dalla norma del Governo nazionale”. Così Andrea Smacchi (PD) in merito alla sua interrogazione, alla quale ha risposto in Aula, stamani, l’assessore regionale all’Urbanistica, Silvano Rometti, relativa alla sanatoria degli ‘immobili fantasma’, contenuta nella serie di misure previste nella manovra governativa mirate ad una regolarizzazione delle variazioni catastali. Smacchi ricorda che “si rischia di pagare per ottenere la sanatoria fiscale e poi trovarsi a dover comunque abbattere il fabbricato perché non ha preventivamente ottenuto una piena legittimazione edilizia ed urbanistica. Se la finanziaria del Governo non dà soluzioni a questa contraddizione, - sostiene - in Umbria saranno in 50mila a trovarsi in un paradossale ‘tilt’ burocratico ed amministrativo”. “Bene farebbe la Giunta – spiega - ad intraprendere un percorso che permetta la legittimazione di un volume comunque riconducibile a criteri di ruralità, così da accompagnare all’emersione degli abusi una regolarizzazione di modesta entità”. L’esponente del Partito Democratico fa sapere che “anche  la Toscana, Regione che da decenni ha fatto della difesa e promozione turistica del suo territorio un cavallo di battaglia, ha previsto con la Legge regionale n. 1/2005 ed il relativo regolamento di attuazione la realizzazione di manufatti precari la cui volumetria massima ammissibile è di 40 mq e l'altezza massima è 2,5 m. L'Amministrazione comunale – continua - potrà predisporre uno specifico regolamento che specifichi e disciplini ulteriormente le caratteristiche tipologiche e dimensionali dei manufatti. Anche altre Regioni italiane, come il Lazio ed il Trentino Alto Adige, si sono mosse sulla stessa linea normativa e, in questo momento di difficile crisi economica mi sono sentito in dovere di lanciare l’allarme su un possibile fallimento generalizzato della cosiddetta sanatoria degli immobili fantasma”. Per Smacchi si tratta di “una situazione che mette il proprietario nella condizione di spendere per accatastare, assoggettandosi all’imposizione fiscale, per poi successivamente trovarsi a dover assolvere ad un eventuale ordine di demolizione”. Smacchi commenta quindi come “i provvedimenti del Governo, limitandosi a procrastinare i tempi di accatastamento, non risolvono di fatto il problema dell’abusivismo e pongono anzi i proprietari di fronte ad una delicata situazione di riconoscimento dei fabbricati irregolari che rimangono comunque illegittimi per gli strumenti urbanistici dei Comuni. Smacchi esprime quindi la sua soddisfazione per quanto assicurato in Aula dall’assessore Rometti “perché si rende disponibile – commenta - a studiare un provvedimento in grado di offrire un’adeguata soluzione al problema dell’uso di un volume definito che risulti prettamente connesso alle sole esigenze reali dimostrate e comunque riconducibile a criteri di ruralità all’interno di attività prettamente agricole o agrituristiche. Si tratta – conclude Smacchi – di una via d’uscita utile sia al fisco che ai gestori di attività rurali, che verrebbe incontro ad un’esigenza di tantissimi cittadini ed allo stesso tempo capace di sostenere le imprese agricole, in un momento particolarmente difficile per l’intero comparto”. RED/As

Ultimo aggiornamento: 12/10/2010