(Acs) Perugia, 7 febbraio 2011 - “Nel quadro di una riforma complessiva del sistema endoregionale, che porterà alla nascita dell'Agenzia forestale unica, va affrontata la questione del vivaio 'La Torraccia' sito in località San Secondo nel Comune di Gubbio e attualmente gestito dall'Azienda vivaistica regionale UmbraFlor”. Lo scrive, in una nota, il consigliere del Partito Democratico, Andrea Smacchi nella quale ricorda che il vivaio insiste su terreni di proprietà del Comune di Gubbio concessi in affitto alla Regione Umbria fino al 31 Dicembre 2028. “Il contratto – osserva Smacchi - non prevede esborsi in denaro, ma solamente compensazioni tra le parti per effetto di un particolare conteggio di 'dare e avere' legato alle spese di costruzione degli immobili rimaste a carico della Regione. Il Comune di Gubbio – continua - ha più volte manifestato, nel tempo, la necessità di poter disporre del complesso vivaistico 'La Torraccia', per destinarlo ad attività di proprio interesse, senza però mai approfondire concretamente i termini di tale volontà”.
L'esponente regionale del PD ricorda che “anche il Cda di UmbraFlor s.r.l. ha manifestato, in più occasioni, la disponibilità a lasciare libere, in un lasso di tempo sufficiente (massimo tre anni) per vendere tutte le piante presenti in vivaio, le strutture della 'Torraccia' di Gubbio per concentrare le attività vivaistiche sulla struttura 'Il Castellaccio di Spello'. Tale disponibilità, peraltro, dovrebbe essere ben conosciuta dal Comune di Gubbio che ha nominato un suo rappresentante nel Cda di UmbraFlor s.r.l.”.
“Considerato che in data 31 dicembre 2011 è prevista la cessione delle quote di UmbraFlor s.r.l detenute dalla Regione, - rimarca Smacchi - si rende necessario l'avvio di un confronto, fra Regione Umbria e Comune di Gubbio, per approfondire la questione e cercare di avviare un percorso in grado di ripensare il futuro dell'intera area. In tale contesto, – osserva ancora Smacchi - affinché le reciproche esigenze possano giungere ad una proficua sintesi, è necessario che si creino almeno due condizioni fondamentali: Il Comune di Gubbio definisca la futura destinazione dei terreni e degli immobili ed insieme alla Regione verificare la possibilità di rivedere la durata del canone di affitto; inoltre trovare sbocchi occupazionali per le maestranze, legati o meno alla destinazione degli immobili, che non vadano a penalizzare il mantenimento degli attuali livelli di sostentamento delle famiglie”. RED/as