(Acs) Perugia, 24 febbraio 2011- “Ci troviamo di fronte a un'operazione ad altissimo rischio di ricadute negative sugli utenti, sui lavoratori e sulla gestione di un bene comune come l'acqua che deve essere tenuto il più lontano possibile da speculazioni e tentativi di privatizzazione. Sarebbe opportuno che i sindaci dei 38 comuni soci di maggioranza di Umbra Acque battessero un colpo e contrastassero l’intenzione dei vertici aziendali di scindere in due l’azienda”. È quanto afferma il capogruppo regionale dell'Italia dei valori, Oliviero Dottorini che definisce l'eventuale sdoppiamento di Umbria Acque, che alcune voci darebbero per imminente, “una scelta grave e sbagliata che per giunta verrebbe assunta da un consiglio d’amministrazione scaduto e in regime di prorogatio, mentre richiederebbe almeno un organo decisionale nel pieno dei propri poteri. La fretta dei vertici di sancire lo sdoppiamento – spiega l'esponente dell'Idv - è quanto meno sospetta e a noi fa pensare che a rimetterci saranno ancora una volta gli interessi della collettività”.
“Si tratterebbe – aggiunge Dottorini - di una scelta con ricadute preoccupanti per il futuro dei lavoratori e con effetti sicuramente dannosi per i cittadini che con tutta probabilità vedrebbero aumentare le tariffe a parità di servizio. Già ora Perugia - continua - secondo i dati dell’Osservatorio 'Prezzi e Mercati' di Indis relativi al 2009, si posiziona ai vertici nazionali quanto alle tariffe sull’acqua. Adesso, con la decisione di sdoppiare la società trasferendo alla nuova azienda le sedi, il parco macchine e la gestione di servizi come il laboratorio analisi, l’ufficio progetti e il call center, si avrebbe l’effetto di aggravare i costi del servizio idrico che sarebbero riversati ancora una volta sulle bollette dei cittadini. Inoltre – va avanti l'esponente dell'Idv - sembra che i bilanci di Umbra Acque continuino ad essere in attivo: nel 2009 il bilancio ha registrato un utile di circa 1 milione e 800mila euro, mentre pare che il bilancio 2010 chiuda addirittura a più 2 milioni di euro. Non si capisce quindi la necessità di continui aumenti delle bollette. I cittadini – rimarca - dovrebbero pagare per la fornitura di un servizio e non per garantire profitti così elevati a soggetti privati che dovrebbero invece preoccuparsi di rendere più efficiente la rete idrica e meno frequenti le esternalizzazioni dei servizi”.
“Chiederemo anche alla Giunta regionale – fa sapere Dottorini - di esprimersi in maniera meno evasiva rispetto a questo progetto ancora non chiaro nei suoi contorni. Dalle notizie che abbiamo però – aggiunge il capogruppo Idv - pare delinearsi un quadro che vede un’azienda a maggioranza pubblica privarsi del patrimonio che costituisce il proprio capitale sociale per poi acquistare i servizi da un proprio doppione, garantendo così grandi profitti alla parte privata e impoverendo la parte pubblica, danneggiando i cittadini e mettendo a rischio il futuro di molti lavoratori. Per questo – conclude - chiediamo che i Comuni che fanno parte della società facciano sentire la propria voce, visto che detengono la quota di maggioranza dell’azienda. Occorre bloccare questa operazione e rimandare ogni eventuale decisione a quando sarà in carica il nuovo consiglio d’amministrazione”. RED/as