(Acs) Perugia, 16 marzo 2011 - “La posizione che emerge in seguito all’incontro dei Comuni, soci di Umbra acque sembra andare nella direzione che avevamo auspicato. La decisione di convocare i sindacati per condividere le strategie future è una scelta di buon senso, così come la richiesta ai vertici dell’azienda di approfondire tutte le questioni relative alla possibilità di svolgere o meno internamente le attività che sarebbero affidate alla nuova società. Adesso appare ancora più necessario rinviare ogni decisione sull'eventuale sdoppiamento di Umbra Acque all’insediamento del nuovo Consiglio d’amministrazione”. Questo il commento del capogruppo regionale dell’Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, sul confronto di ieri (15 marzo ndr) tra i 38 sindaci dei Comuni detentori del pacchetto di maggioranza di Umbra acque (60 per cento) e i vertici aziendali.
“La decisione di imporre uno stop ad un processo che appariva quanto meno sospetto - continua Dottorini -, sembra dare ragione a chi, come noi, chiedeva di evitare decisioni affrettate con ricadute preoccupanti per il futuro dei lavoratori e con effetti sicuramente dannosi per i cittadini che con tutta probabilità vedrebbero aumentare le tariffe a parità di servizio. La realizzazione di una nuova società alla quale affidare beni e servizi che poi saranno rivenduti ad Umbra acque avrebbe sicuramente come effetto l’aggravio dei costi per l’azienda che, a sua volta, li riverserebbe sulle bollette dei cittadini. A nostro avviso – spiega il capogruppo dell’Idv - si tratterebbe dell’ennesimo tentativo di andare incontro alle esigenze di soggetti privati a scapito dell’interesse collettivo e di una corretta gestione del servizio idrico. Da questo punto di vista è molto significativo il fatto che i bilanci di Umbra acque continuino ad essere ampiamente in attivo, mentre le bollette aumentano in modo costante”. Red/gc