“Ulteriori modificazioni e integrazioni alla l.r. 3/2010” (contratti pubblici di lavori, servizi e forniture)

Illustrata in Seconda commissione la proposta di legge promossa dai consiglieri Fabrizio Ricci (Avs) e Letizia Michelini (Pd). Previste audizioni con sindacati, parti datoriali e Anci

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01 Set 2026 12:34

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(Acs) Perugia, 1 settembre 2026 - “Oltre al necessario aggiornamento tecnico-giuridico, la legge si propone di rafforzare, nei limiti delle competenze regionali, la tutela del lavoro negli appalti pubblici. In un momento in cui il dibattito nazionale su sicurezza sul lavoro, dumping contrattuale, il subappalto a cascata e il salario minimo riveste un ruolo centrale, lo scopo è fare della Regione un ‘committente modello’ di legalità e dignità del lavoro nei contratti di sua competenza”. Lo ha sottolineato Fabrizio Ricci (Avs) nella riunione odierna della Seconda commissione, presieduta da Letizia Michelini (Pd), illustrando una proposta di legge che prevede ‘Ulteriori modificazioni e integrazioni alla l.r. 3/2010’ (contratti pubblici di lavori, servizi e forniture) di cui è primo firmatario, sottoscritta anche dalla stessa Presidente della Commissione.

Ricci ha spiegato che l’iniziativa legislativa interviene sulla legge regionale  3/2010, che disciplina i lavori pubblici e la regolarità contributiva in Umbria. Legge che risale a prima del nuovo Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023) e contiene quindi riferimenti normativi ormai superati. Oltre al necessario aggiornamento tecnico-giuridico – ha detto Ricci -, la legge si propone di rafforzare, nei limiti delle competenze regionali, la tutela del lavoro negli appalti pubblici. In un momento in cui il dibattito nazionale su sicurezza sul lavoro, dumping contrattuale, il subappalto a cascata e il salario minimo riveste un ruolo centrale, lo scopo è fare della Regione un ‘committente modello’ di legalità e dignità del lavoro nei contratti di sua competenza. La proposta – ha rimarcato il primo firmatario - compie una scelta di metodo esplicita: la sicurezza del lavoro non è un capitolo separato, ma il filo che tiene insieme i quattro assi. Gli infortuni e le malattie professionali non nascono soltanto dall’inosservanza delle regole in cantiere. Essi nascono a monte, nel modo in cui l’appalto viene costruito e organizzato, nei ribassi che comprimono il costo del lavoro, nei tempi contrattuali insostenibili, nelle catene di subaffidamento che moltiplicano i soggetti e diluiscono le responsabilità, nei contratti collettivi applicati per abbassare il costo orario. Su tutte queste variabili la Regione, in qualità di committente, ha un margine di intervento reale, che questa legge intende esercitare fino in fondo”.

La proposta si articola su quattro assi tematici principali: potenziamento dell’Osservatorio regionale dei contratti pubblici; Linee guida della Giunta per orientare le stazioni appaltanti; Dialogo sociale strutturale, mediante protocolli d’intesa; Incontro preliminare obbligatorio di coordinamento per la sicurezza negli appalti di maggiore rilievo

Rispetto all’Asse 1, Ricci ha osservato come, grazie a questa proposta di legge, “all’Osservatorio viene assegnato un ruolo chiave nel monitoraggio sui CCNL applicati negli appalti (non più solo di lavori, ma anche servizi e forniture) e sul recepimento delle linee guida regionali. I dati non restano confinati all’interno dell’amministrazione, ma vengono pubblicati e sottoposti al controllo politico dell’Assemblea legislativa, in un’ottica di trasparenza e di attenzione al ‘tipo di lavoro’ che caratterizza gli appalti pubblici. Si tratta di un elemento fondamentale per il monitoraggio, la conoscenza del fenomeno e per indirizzare le politiche regionali.

Nel merito del contenuto dell’Asse 2 Ricci ha spiegato che “la Giunta dovrà adottare, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, linee guida che indichino quale CCNL applicare in base all’oggetto dell’appalto, ai sensi dell’art. 11 del Codice dei contratti, la norma statale che consente di valorizzare il contratto collettivo più coerente con l’attività appaltata, anche a garanzia di trattamenti economici adeguati. Sebbene le linee guida rappresentino strumenti di soft law, ovvero atti di buona amministrazione, non norme cogenti in senso stretto, esse si assicurano che l’azione della committenza pubblica regionale si conformi all’indirizzo fissato. Al fine di renderle più efficaci e contrastare il rischio di obsolescenza, la norma prevede un meccanismo di aggiornamento almeno biennale. Questo è lo strumento con cui la Regione intende incidere concretamente, nei limiti delle proprie competenze, sul fenomeno del dumping contrattuale, collegandosi al dibattito nazionale post sentenza 60/2026 della Corte costituzionale sul salario minimo negli appalti. Rispetto a quest'ultimo profilo, proprio lo strumento amministrativo della soft law consentirà di fornire indicazioni di indirizzo anche in merito ai livelli retributivi minimi, producendo un effetto conformativo senza incorrere nelle preclusioni che la Corte ha imposto alle leggi regionali sul salario minimo”.

Rispetto all’Asse 3, “entro 90 giorni – ha detto Ricci - la Regione stipula protocolli con sindacati e associazioni datoriali più rappresentative, enti bilaterali e ANCI. Gli obiettivi sono molteplici: alimentare le linee guida con l’esperienza reale delle parti sociali e definire ‘bandi tipo; definire modelli di clausole sociali nei bandi (stabilità occupazionale, pari opportunità, riassorbimento del personale già impiegato), richiamando la l.r. 2/2024; promuovere il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa invece del massimo ribasso; garantire il pagamento diretto sostitutivo ai lavoratori in caso di ritardi retributivi dell’appaltatore; rafforzare il monitoraggio contro massimo ribasso e subappalto a cascata; - iniziative congiunte su salute, sicurezza, formazione, contrasto al lavoro irregolare e alle infiltrazioni criminali. La durata è triennale, con verifica annuale e valore di accordo quadro. L’obiettivo è costituire uno strumento strutturale di pianificazione e confronto con sindacati e corpi intermedi.

Infine, per quanto concerne l’Asse 4, Ricci ha rimarcato che ‘per i cantieri e le forniture di maggiore entità, il RUP può convocare prima dell’avvio dei lavori un tavolo con ASL, Ispettorato del lavoro, sindacati, imprese e, se necessario, il Comune. L’incontro è obbligatorio sopra determinate soglie: lavori oltre 2 milioni di euro; servizi e forniture sopra soglia comunitaria con attività continuative in cantiere/sede. Sono escluse le prestazioni intellettuali (ingegneria, architettura, consulenza) e le forniture istantanee. Si tratta di un tavolo di prevenzione, con l’obiettivo di rafforzare il confronto su sicurezza e organizzazione, anticipando le criticità che potrebbero prevedibilmente sorgere in esecuzione dell’appalto attraverso il coinvolgimento di lavoratori, sindacati e autorità di vigilanza. Questo è l’asse su cui la proposta incide in modo più diretto sulla prevenzione, non introducendo un adempimento formale in più, ma anticipando e fornendo effettività al confronto sulla sicurezza dal momento in cui il danno si è già prodotto al momento in cui l’appalto viene organizzato e vi è maggiore capacità di incidere. La compresenza di più imprese, la durata delle lavorazioni interferenti, l’adeguatezza dei tempi contrattuali, la tenuta degli oneri della sicurezza rispetto al ribasso, sono tutte decisioni che si assumono prima della consegna dei lavori e che condizionano ciò che accadrà in seguito. La Regione interviene quindi non come regolatore del mercato, ma nella veste di committente, su cui gravano obblighi di verifica dell’idoneità tecnico-professionale e di cooperazione e coordinamento a tutela di tutti i lavoratori e le lavoratrici coinvolti nei vari processi”.

Al termine dell’illustrazione della proposta di legge, la presidente Michelini, unitamente ai commissari presenti alla riunione, ha provveduto a programmare audizioni con le maggiori sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil), con le parti datoriali e con Anci. AS/

Ultimo aggiornamento: 01/09/2026