“Tutela del diritto alla mobilità degli umbri e mantenimento dei servizi ferroviari sulla Orte–Roma”
L’Assemblea legislativa approva la mozione a firma Michelini, Betti, Lisci, Proietti MG (Pd), Ricci (Avs), Simonetti (M5S) e Tagliaferri (Ud-Pp)
09 Lug 2026 17:40
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(Acs) Perugia, 9 luglio 2026 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato, con 13 voti favorevoli della maggioranza e 6 contrari dell’opposizione, la mozione “Iniziative urgenti a tutela del diritto alla mobilità dei cittadini umbri e per il mantenimento dei servizi ferroviari sulla linea direttissima Orte–Roma”, presentata dai consiglieri di maggioranza Letizia Michelini, Cristian Betti, Stefano Lisci, Maria Grazia Proietti (Pd), Fabrizio Ricci (Avs), Luca Simonetti (M5S) e Bianca Maria Tagliaferri (Ud – Pp).
L’atto di indirizzo, illustrato dalla prima firmataria, chiede alla Giunta di “proseguire con la massima determinazione l'interlocuzione con Rete Ferroviaria Italiana, con Trenitalia e con l'Autorità di Regolazione dei Trasporti, affinché siano riviste le disposizioni che rischiano di penalizzare il sistema ferroviario umbro; richiedere formalmente al Governo l'apertura di un tavolo permanente di confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le Regioni interessate, finalizzato alla tutela dei collegamenti ferroviari regionali e interregionali che utilizzano la linea direttissima tra Orte e Roma; adoperarsi affinché venga garantita la permanenza dei collegamenti ferroviari umbri sulla linea direttissima, evitando il trasferimento sistematico dei convogli sulla linea lenta e il conseguente aumento dei tempi di percorrenza; sostenere, in tutte le sedi istituzionali competenti, il principio secondo cui il diritto alla mobilità di pendolari, studenti e lavoratori debba prevalere rispetto a scelte che determinino una riduzione dell'offerta di servizio pubblico ferroviario; promuovere un'azione comune con le altre Regioni interessate, gli enti locali, le associazioni dei pendolari e le rappresentanze economiche e sociali del territorio, al fine di rafforzare il peso istituzionale delle richieste rivolte al Governo e ai gestori del servizio ferroviario; riferire periodicamente all'Assemblea legislativa sugli esiti delle interlocuzioni avviate e sulle iniziative intraprese per garantire il mantenimento e il miglioramento dei collegamenti ferroviari da e per l'Umbria; valutare, qualora si determinassero effettive riduzioni della qualità del servizio o aumenti significativi dei tempi di percorrenza, la richiesta di misure compensative e di ristoro a favore dei pendolari umbri e degli utenti del trasporto ferroviario regionale; rappresentare con forza, in ogni sede istituzionale nazionale, l'assoluta contrarietà della Regione Umbria a qualsiasi decisione che comporti un arretramento del diritto alla mobilità dei cittadini umbri e un ulteriore isolamento infrastrutturale del territorio regionale”.
“Da anni – ha rimarcato Michelini - i pendolari umbri subiscono disagi significativi dovuti a ritardi, soppressioni, rallentamenti e riduzione della qualità complessiva del servizio ferroviario, con particolare riferimento ai collegamenti tra l'Umbria e Roma, fondamentali per migliaia di lavoratori, studenti e utenti quotidiani. La prospettata applicazione della Delibera n. 49/2026 dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art) rischia di modificare profondamente l'equilibrio tra servizi ferroviari pubblici e servizi a mercato, con effetti particolarmente penalizzanti per l'Umbria e per le regioni del Centro Italia. Secondo quanto evidenziato dall'assessore regionale ai Trasporti, la proposta dell'Art potrebbe ridurre drasticamente la quota di capacità infrastrutturale destinata ai servizi pubblici, favorendo ulteriormente i servizi a mercato e comprimendo gli spazi destinati ai treni utilizzati quotidianamente da pendolari, studenti e lavoratori. L'applicazione di tali disposizioni determinerebbe il rischio concreto di trasferire numerosi convogli regionali e interregionali dalla linea direttissima Firenze–Roma alla linea lenta tra Orte e Roma, con un inevitabile allungamento dei tempi di percorrenza e un ulteriore peggioramento della qualità del servizio. Tale scenario aggraverebbe l'isolamento infrastrutturale dell'Umbria, già penalizzata dall'assenza di collegamenti diretti dell'Alta Velocità, aumentando il divario competitivo rispetto ad altri territori e producendo effetti negativi sull'attrattività economica, turistica e occupazionale della regione. La Giunta dell'Umbria ha già avviato un'intensa attività di interlocuzione istituzionale con Rete Ferroviaria Italiana, Trenitalia, Autorità di Regolazione dei Trasporti e altre Regioni interessate, al fine di rappresentare le criticità derivanti dall'applicazione della delibera e individuare soluzioni condivise. Ed ha altresì sollecitato in più occasioni un'interlocuzione istituzionale con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti fino ad oggi rimasta priva di un effettivo riscontro. La stessa Regione ha più volte evidenziato la necessità di ristabilire un corretto equilibrio tra le esigenze dell'Alta Velocità e il diritto alla mobilità dei cittadini che usufruiscono quotidianamente del trasporto ferroviario regionale e interregionale”.
INTERVENTI
Enrico Melasecche (Lega): “Siamo contro questa mozione perché non volete il dialogo. La povertà della politica si dimostra quando la maggioranza parla di collaborazione istituzionale, ma non accetta il confronto. La vostra è incapacità gestionale: mai era accaduto un peggioramento così complessivo del settore del trasporto e delle infrastrutture. Avete demandato alla Toscana gli interessi dell’Umbria. Non si capisce la logica che avete. Non si sa nulla. La situazione è di estrema criticità, ma l’Assessore deve pretendere che non si vandalizzino i treni, che i treni abbiano l’aria condizionata. Siete in confusione. Avevo proposto di ragionare anche con la nostra mozione per arrivare ad un documento unitario. Art è un'autorità indipendente che ragiona in base a dinamiche europee. La Regione faccia rispettare l’accordo di programma attualmente vigente. Bisogna che Art faccia quello che è stata costretta a dire con un comunicato stampa successivo alla delibera, dicendo che sono aperti alle richieste delle Regioni”.
Cristian Betti (Pd): “Nelle parole della minoranza manca un soggetto che è centrale su questa vicenda: il Ministro competente. Anche per i sindacati il ministero è la principale arteria che deve cercare di orientare il trasporto ferroviario. Questa continua opera di mutismo selettivo che cerca di togliere le responsabilità del governo è dannosa per chi la fa. Invece di accusare la Giunta si potrebbe cercare di collaborare su questo tema, cercando di portare il ministro o i suoi collaboratori agli incontri che abbiamo chiesto. La richiesta fatta nella mozione è di aprire un tavolo con le regioni limitrofe su un problema drammatico che ha a che fare con la vita delle persone. Il ministro dovrebbe vergognarsi di non essersi ancora seduto a questo tavolo. È ora di finirla. Il ministro Salvini non si sta occupando di trasporti e di ferrovie. E questa cosa va denunciata con forza. Altrimenti il problema dei pendolari non lo risolviamo. È ora di dimostrare serietà. La mozione chiede che tutte le istituzioni coinvolte si siedano al tavolo e cerchino una soluzione ad un problema importante. Pieno appoggio alla mozione e all’azione della Giunta”.
Francesco De Rebotti (assessore): “Stiamo parlando di trasporto pubblico su ferro, treni regionali o Intercity. Altro livello di trasporto è l’Alta velocità su cui non viaggiano i pendolari. Sono due ambiti diversi. Qui stiamo parlando dei treni regionali e dei pendolari. I treni che vanno a 200 km orari derivano da un accordo fatto nel 2018: dopo 8 anni adesso stanno iniziando ad arrivare. In condizioni normali non stravolgeranno i destini dei pendolari. Nel frattempo la situazione peggiora perché in Umbria continuiamo ad avere una rete regionale su binario unico. Noi abbiamo chiesto a Rfi tempi certi e un monitoraggio ogni 15 giorni sui cantieri. Il Governo dovrebbe riconoscere il problema e supportare le regioni nel risolverlo. Il problema sta nella direttissima Orte-Roma che è diventata un’odissea quotidiana. C’è un problema grave di gestione del sistema ferroviario. Una spiegazione che mi sono dato: oggi quando si parla di treni si parla solo di Alta velocità. Il tema del trasporto pubblico su ferro non interessa più a nessuno. Si possono fare cose per migliorare il servizio. Abbiamo fatto tante proposte. Ma non può essere un confronto tra Trenitalia e Umbria. Servono le altre Regioni. C’è un problema chiaro che si sta prefigurando: il ministero dovrebbe avviare ad un confronto. Nell’interesse dei pendolari. L’Art è sensibile alle richieste del Governo. Art ha fatto una delibera ancora più pericolosa di quella dell’anno scorso. L’Umbria in Conferenza Stato Regioni ha dettato la linea. Serve aprire un confronto immediato con le Regioni per trovare un equilibrio tra i treni per i pendolari e i treni ad Alta velocità. Non contesto i lavori, ma serve coordinarli. I lavori dal 15 luglio al 6 settembre sono al centro di un confronto serrato con Rfi”.
Eleonora Pace (FdI): “L’intervento dell’assessore De Rebotti va in una linea completamente diversa da quello del capogruppo Betti. Serve una battaglia unitaria, istituzionale, per provare a raggiungere un risultato. E la mozione che abbiamo presentato oggi, e che voi avete bocciato, andava nella direzione di risolvere un problema. Voi volete solo mettere una bandierina. Avete perso una grande occasione, di arrivare a un documento condiviso di sostegno unanime per lavorare tutti insieme per risolvere un problema. Avete scelto di fare gli arroganti. E per questo non risolverete neanche questa volta il problema dei pendolari umbri”.
Fabrizio Ricci (AVS): “Questa mozione pone una questione fondamentale. Non c’è un problema di capacità gestionale. È sotto attacco l’idea stessa del trasporto pubblico come diritto delle persone e non come un bene di mercato. Sull’altare della concorrenza si sacrificano il diritto alla mobilità delle persone. La mozione lo dice con chiarezza. Serve una volontà politica superiore a quella dell’Umbria. È una scelta politica puntare tutto sull’Alta velocità”. DMB/
