TURISMO SOCIALE IN UMBRIA: “INCENTIVARE UN SETTORE CHE DA SOLO COPRE IL 70 PER CENTO DEI FLUSSI”- SU INIZIATIVA DI BUCONI (PSI) IL PROGETTO DI LEGGE REGIONALE, PREPARATO INSIEME ALLA FITUS

A Palazzo Cesaroni su iniziativa del consigliere regionale Massimo Buconi (Psi) è stato presentato il progetto di legge regionale “Normativa per la promozione del turismo sociale in Umbria” che si propone di organizzare al meglio il turismo sociale promosso dalle associazioni che fanno capo alla Fitus (Federazione italiana del turismo sociale). Non si tratta, è stato detto, solo di aumentare i flussi che contribuiscono ad aumentare il fatturato allungando la stagione turistica, ma  anche di fare una scelta politica a favore di un turismo  che per sua natura è rispettoso dell'ambiente e della cultura.

Data:

01 Mar 2011 00:00

Tempo di lettura:

3 minuti, 15 secondi



(Acs)
Perugia, 1 marzo 2011 – Il turismo sociale, sia esso religioso, sportivo, scolastico,  della terza età, di portatori di handicap, o più semplicemente dei parrocchie e circoli aziendali, rappresenta il 70 per cento del mercato mondiale del settore ed è considerato in  costante crescita ovunque, a partire dall'Umbria anche, una delle regioni più vocate per effetto di realtà come Assisi e Cascia e di un diffuso turismo scolastico.

Muove da queste premesse il progetto di legge regionale, “Normativa per la promozione del turismo sociale in Umbria”, presentato questa mattina su iniziativa del consigliere regionale del Psi Massimo Buconi, affiancato da Luigi Tardioli e Benito Perli responsabili regionale e nazionale della  Fitus, (Federazione italiana del turismo sociale) che hanno contribuito alla stesura del testo.

Si tratta di varare una legge, ha spiegato in apertura Massimo Buconi, che favorisca l'ingresso in Umbria di ulteriori flussi di turismo sociale, promosso da associazioni senza scopo di lucro, importante non solo per l'entità del fatturato che è in grado di produrre, per l'allungamento della stagione turistica tanto necessaria agli operatori; ma anche per una precisa scelta politica: perché questo turismo predilige il rigoroso rispetto dell'ambiente e la tutela del patrimonio culturale. In questa ottica la legge fa propria la Risoluzione del Parlamento europeo del 2000 che riconosce, nel turismo sociale e nella crescente domanda che viene da fasce di cittadini, altrimenti esclusi, una conquista irreversibile da intendere  in primo luogo come strumento di mutua comprensione e rapporti pacifici tra persone, popoli, realtà diverse. La legge prevede di riconoscere il ruolo della Fitus come strumento operativo di promozione e crescita del settore, in grado di attuare la normativa in forma di sussidiarietà.

Data l'entità del fenomeno turismo sociale che in Umbria trova un terreno ideale, ha spiegato Luigi Tardioli responsabile regionale della Fitus, è indispensabile arrivare ad una gestione manageriale dei flussi per coprire il più possibile tutti i mesi dell'anno ed il mercato di questo settore, fatto prevalentemente di gite scolastiche, pensionati, portatori di handicap deve essere gestito ed organizzato anche in accordo con il territorio e con gli enti locali. In questa ottica la legge rappresenta uno strumento operativo assolutamente necessario.

Il presidente nazionale Benito Perli che ha ringraziato il consigliere Buconi per l'iniziativa assunta, ha detto: “Ho voluto essere qui perché nonostante le tante leggi regionali e nazionali sul turismo, questa sarebbe la prima sulla promozione del turismo sociale: un comparto caratterizzato da grandi cifre; ma oggi in mano prevalentemente alla auto-promozione. Come Fitus rappresentiamo le 14 associazioni più grandi che contano complessivamente 4,5 milioni di associati escluse le parrocchie e che producono circa un milione di euro di  fatturato. Per capire l'entità che muove il turismo sociale basti tener conto che in Italia sono attive 2.500 case per ferie, per un totale di 150mila posti letto. La legge si propone di perfezionare l'esistente e mettere in moto ulteriori meccanismi economici, collegando in sinergia fra loro associazionismo, imprese ed istituzioni pubbliche”.

Giudizio positivo sulla iniziativa è stato espresso anche da Fiorello Primi ex sindaco di Castiglione del lago, membro del Cda della Associazione italiana turismo sociale, che ha detto: “Fino ad oggi, se si esclude il fenomeno anziani al mare si è posta scarsa attenzione al problema del turismo sociale, una risorsa utilissima per destagionalizzare il turismo e per incentivare quelle classi sociali che ancora oggi non hanno alcun diritto ad una vacanza annuale.

Dal punto di vista operativo il progetto di legge si propone di assicurare standard qualitativi adeguati alle strutture per l'ospitalità, correttezza nei prezzi praticati nel rispetto della concorrenza.

La legge, strutturata in 13 articoli, prevede anche l'erogazione di contributi in conto capitale, da definire nella loro entità e da assegnare prevalentemente per: acquisizioni ed ammodernamenti di strutture; acquisto di attrezzature; attività promozionali del turismo sociale; formazione ed aggiornamento di operatori. GC/gc

 

FOTO CONFERENZA STAMPA:

http://www.flickr.com/photos/acsonline/5488086695/

Ultimo aggiornamento: 01/03/2011