(Acs) Perugia, 4 luglio 2014 - “A cosa serviva l’incontro di un mese fa al Ministero tra istituzioni e Thyssen Krupp dal quale vennero esclusi i sindacati? Probabilmente a nulla, come abbiamo saputo dall’esito ufficiale di quei colloqui, oppure al solo patetico scopo di gettare fumo negli occhi da parte di istituzioni irrilevanti alla vigilia del voto di ballottaggio”: così Alfredo De Sio (Fratelli d'Italia) dopo le dimissioni dell’amministratore delegato di TK-AST Marco Pucci e le nuove nomine di dirigenti dell’azienda.
“Qualunque sia lo scenario che ci ha accompagnati fin qui e che farà da sfondo ai prossimi mesi - continua De Sio - le accelerazioni di queste ore nei nuovi assetti della TK-AST non fanno presagire nulla di buono. Piani industriali, prospettive, volumi di produzione e scenari di medio e lungo periodo non sono noti, ma da parte delle istituzioni nazionali e locali assistiamo solo ad un attendismo suicida. Eppure la vicenda, ridicola e drammatica per certi versi, nella quale ci siamo ritrovati per circa due anni dopo la vendita della Ast ai finlandesi ed il successivo ritorno in mano tedesca, dovrebbe aver insegnato qualcosa”.
Secondo De Sio, “occorrono iniziative politiche coraggiose, in grado di gestire con autorevolezza una vicenda che, come più volte detto, non può essere affrontata con parametri ordinari. Se esiste un ipotetico 'nuovo corso' della politica italiana a Bruxelles, è necessario che subito, non tra un mese, il premier Renzi affronti sui tavoli competenti il nodo AST. Un problema che non può essere lasciato all’improvvisazione e che, anche alla luce di ciò che è successo in questi anni per colpa o complicità della burocrazia di Bruxelles, deve essere discusso e chiarito al più presto. Gli interessi delle multinazionali non possono essere sganciati da valutazioni stringenti riguardo un comparto, quale quello della siderurgia europea, che non può essere lasciato in appalto ai capricci delle politiche della Merkel o di qualche gruppo di speculatori finanziari. Non c’è più tempo per le politiche dei piccoli passi. Oggi ci sono tutte le condizioni affinché il Governo nazionale affronti quella che, senza ipocrisia, possiamo continuare a definire la 'vertenza AST'. La presidenza italiana del semestre europeo può essere un elemento di forte interlocuzione”.
“Quanto accaduto in queste ore - conclude De Sio - non può essere minimizzato con dichiarazioni di circostanza. La Regione Umbria e tutte le istituzioni pretendano subito dal Governo un incontro e l’iscrizione della vicenda AST nell’agenda del presidente del Consiglio”. RED/pg