THYSSEN–OUTOKUMPU: “MA IL GOVERNO MONTI QUANDO PASSERÀ DALLE PAROLE AI FATTI? Il PAESE È PRIVO DI POLITICHE INDUSTRIALI” - PER STUFARA (PRC-FDS) L'ESECUTIVO “SUBISCE LE SCELTE IMPOSTE DALLA UE”

Il capogruppo regionale di Prc-Fds, Damiano Stufara interviene sul futuro dell'acciaieria ternana “tagliata fuori dalla fusione tra Inoxum ed Outokumpu posta di fronte al rischio concreto di non potersi ricollocare in maniera competitiva sul mercato internazionale dell'acciaio”. Puntando il dito sulla “situazione di profonda incertezza dopo il nuovo assetto della siderurgia europea a seguito del pronunciamento dell'Antitrust comunitario”, Stufara rimarca come “dietro le tante rassicurazioni sulla continuità delle produzioni e sul mantenimento dei posti di lavoro, sulla funzione strategica del sito ternano per l'economia nazionale, sulla presenza di soggetti interessati a rilevarne la proprietà ed a giocare il ruolo di 'quarto player', si profila la realtà di un Paese privo di politiche industriali, di un governo che continua a subire senza batter ciglio le scelte imposte dalla Comunità Europea e di una classe politica che sa solo invocare l'arrivo di nuovi padroni 'alla Marchionne' da elevare a salvatori della patria”.

Data:

23 Nov 2012 00:00

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(Acs) Perugia, 23 novembre 2012 - “Il nuovo assetto della siderurgia europea a seguito del pronunciamento dell'Antitrust comunitario sta determinando una situazione di profonda incertezza sul futuro dell'acciaieria ternana, tagliata fuori dalla fusione tra Inoxum ed Outokumpu posta di fronte al rischio concreto di non potersi ricollocare in maniera competitiva sul mercato internazionale dell'acciaio”. Così il capogruppo regionale di Rifondazione comunista per la Federazione della sinistra, Damiano Stufara per il quale “dietro le tante, troppe rassicurazioni sulla continuità delle produzioni e sul mantenimento dei posti di lavoro, sulla funzione strategica del sito ternano per l'economia nazionale, sulla presenza di soggetti interessati a rilevarne la proprietà ed a giocare (è proprio il caso di dirlo) il ruolo di 'quarto player', si profila la realtà di un Paese privo di politiche industriali. Con un governo – aggiunge – che continua a subire senza batter ciglio le scelte imposte dalla Comunità Europea, e una classe politica che sa solo invocare l'arrivo di nuovi padroni 'alla Marchionne' da elevare a salvatori della patria. Il tutto – continua - mentre la fusione tra Inoxum ed Outokumpu inizia a produrre i suoi effetti, che certo non si riducono al cambio di nome degli impianti, né possono essere nascoste dal premio di produttività sbloccato dall'azienda in queste ore. Il timore che lo scorporo del polo siderurgico ternano servisse a garantire il mantenimento delle attività industriali in Germania – sostiene Stufara - è ormai una realtà, come pure il dirottamento delle vecchie commesse prima in capo all'Ast verso altri impianti”.


 

Per Stufara, “la stessa ipotesi del ricorso alla Corte di Giustizia europea contro il pronunciamento dell'Antitrust, che ai sensi dell'articolo 278 del Trattato di Funzionamento dell'Unione europea non ha comunque effetti sospensivi sulla fusione Inoxum-Outokumpu e sullo scorporo dell'AST, non risponde alla crisi a cui sta andando incontro il polo siderurgico ternano, di cui invece può e deve farsi carico il Governo. Per garantire il ruolo dell'AST nell'economia nazionale la scelta è dunque obbligata: passare dalle parole ai fatti e contrastare gli effetti di decisioni che ledono l'interesse della comunità locale, regionale e dell'intero Paese”.


 

Secondo il capogruppo di Rifondazione comunista è bene ricordare che “nonostante la dismissione del patrimonio pubblico operata nel corso degli ultimi vent'anni e la vulgata neoliberista che ancora ispira le scelte governative, lo Stato italiano ha tutti gli strumenti per intervenire direttamente nel settore siderurgico, scongiurando per questa via sia la speculazione al ribasso sull'impianto, sia il suo spezzettamento. Gli esempi non sono poi da cercare tanto lontano – spiega Stufara -, visto che proprio Outokumpu è una public company, partecipata dal fondo d'investimento statale finlandese. Perché allora in Italia, invece di rincorrere solo i privati, non si utilizzano il Fondo Strategico e la Cassa Depositi e Prestiti per tutelare gli assi più importanti del nostro patrimonio industriale? La vicenda dell'acciaieria di Terni può, in questo senso, fare da apripista ad una nuova stagione di iniziativa pubblica nell'economia. E per tradurre in realtà questa possibilità serve solo la volontà politica. Può – conclude Stufara - il nostro Paese contribuire a costruire ed entrare a far parte di una cordata di imprese che vogliono rilanciare la produzione integrata di acciai speciali a Terni? Noi crediamo di sì”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 23/11/2012