(Acs) Perugia, 1 febbraio 2012 - “L'acquisto di Inoxum da parte della multinazionale finlandese Outokumpu rappresenta, indubbiamente, un salto di qualità nel mercato mondiale della produzione e della commercializzazione di acciaio inossidabile e acciai speciali. Ciò accade secondo le modalità ormai classiche della globalizzazione: decisioni prese da grandi gruppi transnazionali secondo logiche e convenienze spiccatamente finanziarie che tagliano fuori tanto i lavoratori che le politiche industriali di ogni Stato”. Lo afferma il consigliere regionale di Rifondazione comunista – Federazione della sinistra, Damiano Stufara, rimarcando che “questo è avvenuto con una scelta compiuta da Thyssen Krupp che va giudicata indubbiamente come quella meno negativa rispetto agli interessi di Terni, dell'Umbria e dell'Italia, ma che si è determinata senza che le istituzioni (il Governo Monti, la Regione e gli Enti Locali, insieme alle organizzazioni sindacali) avessero un seppur minimo ruolo”.
Per il capogruppo del Prc a Palazzo Cesaroni “occorre ora avviare una fase nuova di relazioni e di azioni di politiche industriali e di diplomazia economica. Certamente se a prevalere fosse stata un'opzione più marcatamente vocata alla speculazione finanziaria ci saremmo trovati in un quadro peggiore di quello determinato dall'ingresso sulla tolda di comando di un gruppo di produttori di acciai, che con questa operazione diventa leader del mercato europeo e mondiale. Questo nuovo quadro non deve però far abbassare la guardia, ma anzi deve portare a un salto di qualità nelle relazioni industriali. Ora c'è bisogno che il Governo del Paese svolga il proprio ruolo in difesa di un pezzo privilegiato del proprio apparato industriale e che le organizzazioni sindacali svolgano un ruolo reale di coinvolgimento e relazione con i lavoratori”.
Il consigliere regionale ritiene che “sulla capacità di affrontare le prossime fasi si potrà misurare l'adeguatezza delle classi dirigenti di questo territorio e di questo Paese. Mantenimento dei livelli occupazionali, rafforzamento del carattere di sito produttivo integrato che valorizza e diversifica i propri prodotti negli acciai speciali e si apre a nuovi ed innovativi mercati attraverso la ricerca applicata, rilancio nel sito di Terni di produzioni come quella di lamierino magnetico, interrotta nel 2005 per una scelta di TK che oggi non avrebbe senso nel mutato scenario. Sono alcuni obiettivi che la comunità ternana e umbra devono porsi e su cui aprire una vertenza con il Governo nazionale che non può continuare a caratterizzarsi per la propria assenza e per la mancanza di una qualsivoglia politica industriale. O forse qualcuno, nel Governo – si chiede infine Stufara - avrebbe preferito che da esiti più negativi si potessero aprire opzioni più favorevoli a qualche padrone italiano ma di certo più negative per i lavoratori e per le prospettive di sviluppo del territorio?” RED/mp