TESTO UNICO COMMERCIO: FINO AL 3% DELLA SUPERFICIE TOTALE DI VENDITA E NON OLTRE 250 MQ POSSIBILE VENDERE GENERI ALIMENTARI MANTENENDO LA CATEGORIA 'NON ALIMENTARE' – SÌ UNANIME DELLA II° COMMISSIONE
13 Nov 2013 00:00
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(Acs) Perugia, 13 novembre 2013 – Gli esercizi commerciali che rientrano nel settore 'E' (non alimentare), possono destinare, senza modificare la categoria di appartenenza, una parte della superficie di vendita fino al 3 per cento di essa e comunque non oltre 250 mq ai prodotti del settore alimentare strettamente funzionali al completamento dell'offerta. Fermo restando il rispetto delle norme dettate specificamente per il settore alimentare a livello comunitario, statale e regionale, con particolare riguardo al rispetto dei requisiti igienico-sanitari e professionali.
Si tratta dell'articolo '21 bis' del Testo unico del Commercio votato all'unanimità stamani dalla Seconda Commissione consiliare, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni. L'organismo di Palazzo Cesaroni si era già espresso con voto unanime sul disegno di legge della Giunta regionale lo scorso 2 ottobre, riservandosi però di valutare insieme ai tecnici dell'assessorato e all'Ufficio legislativo di Palazzo Cesaroni questa parte del testo riguardante i settori merceologici.
Di fatto, questi nuovi parametri vanno a sostituire i 100 mq previsti nel testo originario. Una soluzione, quella assunta in maniera unanime dalla Commissione, definita più equilibrata rispetto alle diverse tipologie di esercizi commerciali: di vicinato, medie e grandi. La differenza sostanziale tra la tipologia alimentare e non alimentare riguarda in primo luogo la realizzazione di opere infrastrutturali adiacenti (parcheggi) con obbligo di superfici molto più estese per quanto riguarda la prima tipologia. AS/
