TERZA COMMISSIONE: IN DISCUSSIONE LE PROPOSTE PER IMPLEMENTARE IL FONDO PER LE FAMIGLIE DI VITTIME DI INCIDENTI MORTALI SUL LAVORO – PRESENTATE DUE PROPOSTE DI LEGGE

Come assicurare a tutte le famiglie di vittime di incidenti mortali sul lavoro negli anni 2011 e 2012 quanto loro spetta ma non può essere elargito per l'esaurimento dell'apposito Fondo regionale. Se ne è discusso, stamani, in Terza commissione, dove sono state presentate anche due proposte di legge per le quali è stato avviato l'iter: quella dei consiglieri Smacchi e Barberini (Pd), inerente la tutela della salute degli sportivi, e quella di Raffaele Nevi (Pdl) sull'istituzione di elenchi professionali regionali per l'esercizio delle medicine non complementari.

Data:

12 Nov 2012 00:00

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(Acs) Perugia, 12 novembre 2012 – Quattro sono gli atti esaminati dalla Terza commissione del Consiglio regionale nella giornata odierna: la proposta della Giunta per modificare il Regolamento di attuazione della legge (“1/2008”) che istituisce il Fondo di emergenza per le vittime di incidenti mortali sul lavoro; la proposta di legge del consigliere Raffaele Nevi (Pdl) per l'istituzione di “Elenchi professionali regionali per l'esercizio delle medicine non convenzionali”; la proposta dei consiglieri Andrea Smacchi e Luca Barberini (PD) contenente “Disposizioni per la tutela della salute degli sportivi” e la petizione di Spoleto City Forum e Tribunale per i diritti del malato, con oltre 14mila cittadini spoletini che chiedono il mantenimento nel presidio ospedaliero cittadino del Dipartimento di emergenza-urgenza e che vengano equamente ripartiti i primariati e i servizi territoriali nei nosocomi di Spoleto e Foligno. Quest'ultimo atto è stato trasmesso alla Giunta con invito a provvedere, come da regolamento.


 

Per quanto riguarda il Fondo di emergenza per le vittime sul lavoro, il presidente della Commissione, Massimo Buconi, ha formalizzato il rinvio del parere richiesto dalla Giunta, stanti le diverse opinioni e proposte sulle modalità per risolvere il problema principale: ci sono ancora tre famiglie di vittime del lavoro nel 2011 e altre quattordici di vittime del 2012 che non hanno potuto usufruire degli aiuti economici a causa dell'esaurimento dei fondi disponibili. La Regione ha fatto la sua parte per intero, ma sono mancati i conferimenti previsti da Enti locali, sindacati, confindustria umbra, associazioni di categoria, cooperative e Anmil. Oltre ai fondi della Regione, soltanto due enti bilaterali (Ebrau e Fimila) hanno conferito risorse per le vittime degli incidenti mortali sul lavoro. In totale la disponibilità è di 133mila euro ma, considerando una media di 13mila euro per ciascuna famiglia (la cifra varia a seconda del numero dei figli, della presenza di portatori di handicap e di vari altri parametri, ndr), ne sono necessari altri 50mila circa, per soddisfare tutte le richieste fino al 2012.


 

Tra le soluzioni proposte, Andrea Smacchi (PD) ha suggerito conferimenti da parte dei gruppi politici presenti in Regione e, se possibile, un contributo di 50 centesimi annui da parte di ciascun lavoratore umbro sia del settore pubblico che di quello privato. “Se tutti lo versassero, con meno di 5 centesimi al mese si troverebbero i fondi necessari a coprire quanto manca per assicurare a tutte le famiglie che hanno avuto morti sul lavoro quanto loro spetta”. Per il consigliere Damiano Stufara (Prc-FdS) si deve tentare un accordo fra le parti sociali, investendo quindi del problema sindacati e datori di lavoro, dato che “non possiamo istituire un nuovo tributo – ha detto – ma chiedere al Consiglio di impegnare la Giunta affinché promuova tale incontro. Completamente diversa la valutazione di Fiammetta Modena (Pdl) secondo la quale è responsabilità della Giunta regionale trovare i 50mila euro circa che mancano per soddisfare tutte le richieste inevase.


 

La Commissione ha poi avviato l'iter delle due proposte di legge presentate: quella di Raffaele Nevi (Pdl), che chiede l'istituzione di elenchi professionali regionali per l'esercizio delle medicine non convenzionali o complementari da parte di medici e odontoiatri, medici veterinari e farmacisti, “stante il crescente interesse – ha sottolineato - di sempre più persone nei confronti delle medicine non convenzionali che sono però escluse dai livelli essenziali di assistenza”.


 

La proposta di Barberini e Smacchi (PD), già presentata qualche tempo fa in una conferenza stampa, ha l'obiettivo di favorire la sicurezza di quanti praticano sport non solo a livello agonistico ma soprattutto a livello amatoriale, e per diffondere fra i giovani pratiche sportive “più sane, pulite e consapevoli”, visto che il fenomeno del doping va diffondendosi anche nel livello dilettantistico della pratica sportiva. I due consiglieri propongono al riguardo un “passaporto biologico dello sportivo”, per controllare i valori ematici degli atleti sia in gara che in allenamento che durante i periodi di riposo onde ricostruire un profilo dell'atleta ed evitare situazioni di doping”. PG/pg

Ultimo aggiornamento: 12/11/2012