(Acs) Perugia, 23 giugno 2016 - Si è svolta questo pomeriggio a Palazzo Cesaroni l’audizione della Terza commissione dei rappresentanti del Comitato “Soltanto Salute” di Colle San Paolo sulle “Criticità ambientali della Valnestore”. Invitati dal presidente Attilio Solinas su proposta del consigliere Marco Squarta (FdI), hanno partecipato all'incontro Ivano Vitali (presidente), Marco Scoprioni, Sabrina Ciprini, Cristiana Sarchioni e Marcello Volpi (legale).
Gli interventi hanno messo in evidenza le preoccupazioni degli abitanti della zona per la eventuale contaminazione del terreno e delle falde a causa dello stoccaggio delle ceneri, per la correlazione tra immissioni in atmosfera e nel sottosuolo e problemi sanitari degli abitanti. Infine per l'attività di ripristino ambientale e bonifica che i rappresentanti del Comitato ritengono necessaria e non più rinviabile.
Al termine dell'incontro il presidente Solinas ha spiegato di essere “molto sensibile ai problemi di salute degli umbri. Abbiamo interesse per quello che verrà scoperto dalle indagini di Asl, Arpa e magistratura. Sono preoccupato dal fatto che possa essere compromesso un territorio importante per l’Umbria a causa di strumentalizzazioni ed esagerazioni dei media. Si dovrà piuttosto verificare se gli atti della Regione Umbria sul ripristino ambientale ci sono ed hanno avuto seguito. Le indagini verificheranno se metalli pesanti, idrocarburi e radioattività delle ceneri possano aver determinato o determinare danni alla salute. L’indagine sanitaria verificherà se c’è un incremento dell’incidenza delle neoplasie su quel territorio. Auspico che tutto ciò dia esito negativo e sono vicino alle famiglie che hanno avuto propri cari malati o morti”.
L'AUDIZIONE
Durante il lungo incontro è emerso che le prime preoccupazioni sulla tutela della salute pubblica sarebbero state espresse dalla pro loco di Pietrafitta, che avrebbe richiesto ai Consigli comunali di Panicale e Piegaro di approfondire l'incidenza della mortalità per certe patologie nella popolazione della zona. Anche in seguito ad esposti presentati da singoli cittadini è emersa la necessità di svolgere analisi sulle falde acquifere per verificare se discariche ed emissioni della centrale (che ha bruciato lignite gasolio e altri combustibili) possano avere generato inquinamento. Le ceneri prodotte dalla centrale sono state stoccate in alcune discariche ed anche vendute ed usate per spianare il terreno su cui realizzare strutture e impianti. Alla metà degli anni '80, è stato evidenziato, la Centrale e la vetreria occupavano, indotto e trasporti compresi, quasi mille persone su 9mila abitanti dei due Comuni. Si sarebbe quindi badato poco alle conseguenze ambientali e sanitarie di certe scelte: “Le ceneri sono state prima portate in discarica e poi rivendute alle cementerie. Parte sono state sepolte insieme ai rifiuti. Poi sono arrivate le ceneri dalal centrale Enel di La Spezia, con le proprie caratteristiche e problemi, usate anche per riempiere e fare da base per campi sportivi”.
I rappresentanti del Comitato hanno sottolineato di aver intrapreso azioni mirate a comprendere se esistono effettivamente elementi inquinanti e pericolosi sepolti nel sottosuolo, se questo ha comportato riflessi negativi sulla salute dei cittadini e se acqua e suolo hanno subito contaminazioni: “Speriamo che tutte le analisi, anche epidemiologiche, diano esito negativo. Non vogliamo di certo rovinare l’immagine del nostro territorio, su cui abbiamo investito tutte le nostre risorse, vogliamo anzi tutelarlo. Non esprimiamo alcuna soddisfazione quando una grande fetta di territorio viene sequestrata, ci aspettiamo solo che siano fatte le bonifiche necessarie e ci aspettiamo dalle istituzioni le decisioni giuste per il futuro. Tutti noi osserviamo la massima cautela ma la stessa cautela così deve essere per tutti coloro che si occupano della questione, per evitare pericolosi conflitti”.
Già da uno studio dell’Università di Perugia del 2002, è stato riportato, fu evidenziato un forte inquinamento dei terreni a causa della presenza di piombo, titanio e cromo. Mentre le ultime analisi evidenzierebbero la presenza di manganese, selenio, vanadio e altri nocivi per la salute. I Comitati sorti già negli anni '80 riuscirono a far abbandonare l'uso del carbone nella centrale e si opposero all'interramento delle ceneri, per il quale non sarebbe chiaro se siano state rispettate le procedure necessarie ad evitare la contaminazione del suolo e delle acque.
Un altro capitolo affrontato riguarda il ruolo svolto dalla società pubblica “Valnestore sviluppo”, che avrebbe ricevuto appositi finanziamenti proprio per l'attività di bonifica dei territori e su cui i componenti del Comitato vorrebbero fosse fatta chiarezza. È stato fine evidenziato che in atti pubblici del 2009 e del 2010 si faceva già riferimento agli interventi di bonifica intorno alla centrale, “a dimostrazione che era conosciuto il problema dell'inquinamento delle aree ed era nota l'esigenza di un intervento”.
GLI INTERVENTI DEI COMMISSARI
MARCO SQUARTA (FdI): “ATTI DELLA REGIONE DIMOSTRANO CONOSCENZA DELL'INQUINAMENTO. TROVARE FONDI PER INDAGINE EPIDEMIOLOGICA - Ho chiesto questa audizione e l’attivazione della Terza commissione in seguito alle numerose segnalazioni ricevute dai cittadini. Il compito della politica è di accertare la verità dato che siamo di fronte a persone che vogliono sapere se sotto quelle terre ci sono materiali tossici o pericolosi. Nel caso bisogna procede alla bonifica. L’avvio delle indagini spetta alla magistratura ma la politica non può voltarsi dall’altra parte. Nel 1991 un decreto del presidente della Giunta regionale ha autorizzato lo stoccaggio provvisorio di rifiuti tossici e nocivi (batterie esauste e rifiuti solidi contaminati da pcb) nei pressi della Centrale di Pietraffitta, da parte di Enel. Nel 2002 la Regione ha deciso di affidare quei terreni alla 'Valnestore sviluppo', società pubblica a cui viene affidato l’obbligo del ripristino e recupero ambientale dei terreni e delle condizioni di sicurezza entro 18 mesi. Nel 2004 una determinazione dirigenziale della Regione cita un protocollo di intesa del 2001 tra la presidenza del Consiglio dei ministri, la Regione Umbria, i Comuni di Panicale e Piegaro, Enel, che impegna quest'ultima a cedere i terreni dopo averli bonificati. È dunque necessario verificare cosa ha fatto la 'Valnestore sviluppo' e come ha utilizzato i fondi che aveva a disposizione. Da quanto ci è stato riferito servirebbero 50/100mila euro per effettuare uno studio epidemiologico sulla zona: questi fondi devo essere trovati”.
CLAUDIO RICCI (Rp): “OLTRE A PIANO DI BONIFICA ANCHE UNO PER SVILUPPO ECONOMICO E CULTURALE DELL’AREA - Durante l’ultima seduta dell’Assemblea tutti i consiglieri si sono impegnati a chiedere l’attivazione degli organismo preposti alla pubblica incolumità, in modo da procedere alla misurazione verifica dei dati ambientali. Oltre al piano di bonifica bisognerà pensare ad un piano di sviluppo economico e culturale dell’area e ad azioni compensative per il territorio. Servirà anche una richiesta di attenzione da parte del Governo, affinché anche la Valnestore possa beneficiare dei fondi stanziati in altre località per la bonifica e valorizzazione di siti inquinati”.
VALERIO MANCINI (Lega Nord): “MERITORIA L'ATTIVITà SVOLTA DAI GIORNALI REGIONALI. FARE LUCE SU 'VALNESTORE SVILUPPO' - Da quello che emerge ci sono i presupposti di danni e reati abbastanza gravi. Il Comitato ha portato oggi informazioni importanti oltre ad aver riportato la questione della salute all’ordine del giorno. La necessità di fondi per fare indagini è un falso problema perché probabilmente certe studi sono stati fatti, anche da strutture della Regione. Dobbiamo incaricare il presidente della Terza commissione di richiedere alla Giunta i dati sui fondi trasferiti alla 'Valnestore sviluppo' per effettuare la bonifica e se questa è stata svolta. La stampa regionale sta recuperando il tempo perso e sta contribuendo a riportare questa questione all’ordine del giorno, anche della politica. Un lavoro importante per il quale dobbiamo ringraziare”.
SILVANO ROMETTI (Ser): “I GIORNALI STANNO ENFATIZZANDO LA VICENDA IN MODO UN PO’ DISTORTO. FARE COMUNQUE CONTROLLI SUI TERRENI, SULLE ACQUE, SUI PRODOTTI AGRICOLI. - Riscontro un atteggiamento consapevole ed equilibrato da parte dei rappresentanti del Comitato. La magistratura sta lavorando, nel frattempo le istituzioni possono svolgere i propri compiti. I giornali stanno enfatizzando la vicenda, anche in modo un po’ distorto. Bisogna fare controlli sui terreni, sulle acque, sui prodotti agricoli. Certo, quando di parla di indagini epidemiologiche con numeri piccoli non sempre si riesce ad avere dati significati. La prima volta che la Regione ha ricevuto indicazione da Arpa per inserire questa area nel piano delle bonifiche è una settimana fa. Le responsabilità sono importanti, soprattutto se bisogna pagare per bonificare”.
EMANUELE FIORINI (Lega nord): “INTERROGAZIONE SU TERRENI CONTAMINATI A PIETRAFITTA - Ho saputo che sono in corso lavori di manutenzione alle fognature nei pressi di Pietrafitta e la terra che è stata asportata non potrà essere rimessa al suo posto perché risulta inquinata. Presenteremo una interrogazione su questo fatto per capire se sono stati fatti tutti i rilievi opportuni”.
GIACOMO LEONELLI (PD): “NON SIAMO PARTI CONTRAPPOSTE. PIENA VOLONTÀ D I ANDARE FINO IN FONDO - Non siamo due parti contrapposte. Non c’è diversità di parti tra il Comitato e i consiglieri regionali. Le determine e i documenti citati servono ad avere maggiore contezza dei fatti ma noi non rappresentiamo un ente sovraordionato che vuole nascondere gli effetti dell’inquinamento del territorio. È necessario capire cosa le istituzioni hanno fatto fa quando il caso è venuto fuori nel marzo scorso e cosa potranno fare. Dall’audizione con Arpa è emerso che la normativa del tempo consentiva azioni ora non più permesse. I rifiuti solidi sepolti nella Valnestore risalirebbero alla metà degli anni ‘80. Da parte nostra c’è piena volontà di non speculare politicamente ma anche di andare fino in fondo, come dimostrano gli impegni che abbiamo messo nero su bianco nel documento firmato ieri da Pd e M5S e votato dall’Assemblea legislativa dell’Umbria”.
CARLA CASCIARI (Pd): “FARE ATTENZIONE A NON STRUMENTALIZZARE SITUAZIONI IN CUI È IN BALLO LA SALUTE DELLE PERSONE - Il problema principale è quello della salute e delle correlazioni tra inquinamento e malattia. Vedremo l’esito delle indagini epidemiologiche, anche se i piccoli numeri possono creare difficoltà nello stabilire correlazione. Bisogna fare attenzione a non strumentalizzare situazioni in cui è in ballo la salute delle persone. Trovo positivo l’approccio del Comitato, anche di fronte ad una indagine e ad un sequestro cautelativo in corso. Dal confronto con Arpa abbiamo visto che sono stati individuati gli ambiti da verificare, tra cui le falde acquifere”.
ANDREA LIBERATI (M5S): “CONSIGLIERI REGIONALI CEDANO UNA QUOTA DELL'INDENNITÀ PER PAGARE CAROTAGGI E VERIFICHE AMBIENTALI - Il Comitato ci chiede un contributo concreto da parte dei consiglieri ed io sono favorevole a che una quota della nostra indennità venga destinata ai carotaggi e alle verifiche ambientali. Stiamo facendo una valanga di accessi agli atti su 'Valnestore sviluppo', non appena avremo i dati li renderemo pubblici. Già nel 1985 c’erano dei consiglieri regionali che avanzavano dei dubbi sulla vicenda delle ceneri. Evidentemente l’attività dei giornali è stata un’opera meritoria per riportare l’attenzione su certi argomenti. Ci siamo occupati delle ceneri di Fabro a fine 2015. Poi abbiamo ricevuto molte segnalazioni. E i cronisti hanno avuto la forza e il coraggio di stare sopra a questa storia. Dobbiamo affrontare la questione con coraggio e trasparenza, senza timori di far danno a qualche vecchio amico della politica, magari della Prima repubblica. Dobbiamo convocare i vertici Enel per dirci cosa hanno fatto intorno alla centrale”. MP
