(Acs) Perugia, 30 ottobre 2013 - “La Regione Umbria riconosce il diritto di tutti cittadini di accedere a internet e promuove lo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione al fine di assicurare la partecipazione attiva alla vita della comunità digitale. Considera il diritto di accesso ad internet quale fondamentale strumento di sviluppo umano e di crescita economica e sociale”. È il principio fondante del disegno di legge predisposto dalla Giunta regionale 'Norme in materia di infrastrutture per le telecomunicazioni' illustrato stamani in Seconda Commissione dall'assessore alle Infrastrutture tecnologiche, Stefano Vinti che ha rimarcato come si tratti “della prima legge regionale in materia” e di una iniziativa che “afferma il diritto di accesso alla rete ed ai servizi tecnologici di ciascun cittadino. Per fare ciò – ha detto l'assessore – è necessaria la diffusione di banda larga ed ultra larga”.
Vinti ha anche sottolineato l'importanza di intrecciare i progetti pubblici con quelli degli operatori privati presenti in Umbria. Specificando comunque che il programma della Regione prevede interventi anche in quei territori che non attraggono, per oggettive motivazioni, gli investimenti dei privati.
Il cammino dell'atto in Seconda Commissione, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, continuerà con una audizione dei soggetti interessati alla materia, programmata per la seconda metà del mese di novembre. L'iter proseguirà con l'esame dell'articolato prima di giungere al voto finale e quindi all'approdo in Aula.
L’articolato, composto da 26 articoli, è diviso in otto Capi: i primi tre riguardano la realizzazione delle infrastrutture per le telecomunicazioni, il quarto l’istituzione della banca dati regionale delle stesse infrastrutture, il quinto la ricerca in materia di telecomunicazioni, il sesto le sanzioni, il settimo le norme finanziarie, l’ottavo riguarda norme transitorie e abrogazioni.
Di fatto, attraverso questa legge, la Regione mira alla diffusione ed utilizzo delle infrastrutture, al coinvolgimento di soggetti pubblici e privati per adeguate sinergie di utilizzo delle potenzialità, alla centralità della programmazione e pianificazione circa le infrastrutture per le telecomunicazioni, alla definizione di linee guida e criteri generali per le procedure autorizzative.
Viene trattato l’aspetto relativo alle infrastrutture ed agli impianti radioelettrici (telefonia mobile) e la diffusione del segnale radiotelevisivo (dopo il passaggio alla tecnica digitale). La Regione, nel Documento annuale di programmazione 2012-2014, ha già riconosciuto che il superamento del digital divide rappresenta uno dei principali indicatori del grado di competitività di un territorio.
Lo strumento di programmazione triennale in materia è il Piano Telematico regionale (approvato dal Consiglio regionale) che stabilisce le strategie per la rete pubblica regionale. Il Piano viene reso operativo attraverso il programma annuale di attuzione (approvato dalla Giunta).
La Regione assicurerà un corretto utilizzo del sottosuolo agevolando e coordinando la realizzazione di infrastrutture per la distribuzione dei servizi a rete, con particolare riferimento alla posa in opera della fibra ottica, mentre ai Comuni ed alle Province spetterà il compito, nell’approvazione dei loro regolamenti per l’uso del sottosuolo, di rispettare le linee guida regionali che saranno emanate dalla Giunta regionale. Di rilevante importanza, oltre alla previsione di procedure e regolamenti omogenei, sarà la messa a punto del Catasto regionale delle reti e di una specifica banca dati, oltre che della Consulta regionale per le telecomunicazioni quale strumento di confronto sull'applicazione e sull'eventuale aggiornamento delle normative.
In un apposito articolo (20) viene ribadita la competenza regionale sull'espressione del parere circa i Piani di assegnazione delle frequenze, predisposti dall'Adalrico. Particolare attenzione viene quindi riservata all’innovazione tecnologica del sistema radiotelevisivo locale ed agli interventi per la ricerca in materia di telecomunicazioni. Sono previste infatti una serie di azioni, sostenute da un apposito fondo nel bilancio regionale, finalizzate alla promozione della ricerca, dell'innovazione e dell’alta formazione, da realizzarsi attraverso accordi, intese e convenzioni con le Università, con la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica e con enti di ricerca pubblici e privati. AS/