(Acs) Perugia, 23 febbraio 2011 – Tempi certi per gli interventi di adeguamento della rete idrica atti al contenimento delle perdite e, nella definizione della fascia sociale, per quanto riguarda le tariffe, tenere conto del numero dei componenti i nuclei familiari, con particolare attenzione verso quelli più numerosi. Sono alcune indicazioni emerse dalla riunione odierna della Seconda Commissione consiliare, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, con all'ordine del giorno il parere sul regolamento della Giunta regionale relativo al “risparmio idrico nel settore idropotabile”.
Dopo una apposita audizione, ad inizio mese, con le associazioni di categoria, quelle ambientaliste, dei consumatori, le Autorità di ambito, l'Anci Umbria e altri soggetti interessati, i membri della Commissione hanno concordato unanimemente sull'esigenza di programmare interventi sulla rete idrica per abbattere perdite che in alcuni tratti toccano livelli particolarmente alti. Tra le proposte emerse stamani, quelle di Vincenzo Riommi (Pd): “Prima di nuovi attingimenti intervenire sulle perdite attuali. La base di calcolo delle tariffe tenga conto del numero dei componenti il nucleo familiare”. Proposte condivise anche da Raffaele Nevi (PdL) che ha invitato la Giunta regionale ad approfondire alcuni punti, evidenziati in un documento da Umbra Acque (Ente gestore), che riguardano: 'i livelli di perdite stabiliti come obiettivo; modifiche del sistema tariffario; modalità per la verifica e l'erogazione delle sanzioni; scadenze fissate per la verifica e la certificazione del bilancio idrico annuale d'ambito; tempistica prevista per l'attuazione delle prescrizioni'. Per Nevi è importante che la Giunta “inserisca nel regolamento le priorità degli interventi”.
Paolo Brutti (Idv) ha tenuto a sottolineare che alcune proposte “non riguardano direttamente il regolamento, ma evidenziano l'esigenza di rivedere l'intero Piano. È comunque necessario un regolamento più chiaro, renderlo più efficace, soprattutto per quanto riguarda le modalità per l'accesso ai benefici. Andrebbe ridotto anche il numero degli Ati prevedendo un'unica struttura per l'intero territorio regionale. Orfeo Goracci (Prc-Fed.Sin.) dopo aver rimarcato la necessità di intervenire sulla rete idrica, ha puntato il dito contro la dispersione perché oltre a rappresentare “uno spreco, crea danni ambientali”. Nel manifestare la sua avversità alla presenza di “soci privati 'pesanti'”, ha sottolineato che “gli interventi non si possono far pagare ai cittadini. L'acqua è un bene pubblico e come tale merita un diverso trattamento”. La Commissione tornerà a riunirsi la prossima settimana quando voterà il parere sul regolamento. Alla riunione parteciperà l'assessore regionale Silvano Rometti. RED/as