(Acs) Perugia, 26 agosto 2026 - “A quasi due anni dall’individuazione di Creti come la soluzione migliore per la nuova stazione dell’alta velocità MedioEtruria, siamo ancora al punto di partenza. Non c’è un cronoprogramma, manca una decisione definitiva e la posizione della Regione Umbria appare incerta. Nel frattempo la Toscana si muove per spostare l'opera a Rigutino. Non possiamo permetterlo”. Lo dichiara il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc) annunciando la presentazione di un’interrogazione rivolta alla Giunta per “fare chiarezza sul futuro delle infrastrutture umbre”.
“Nel 2024 - ricorda Arcudi - lo studio tecnico di RFI aveva parlato chiaro: Creti è la scelta più baricentrica, accessibile ed economicamente sostenibile, con un investimento stimato in circa 79 milioni di euro. Il 1° ottobre 2024 il Ministero aveva persino incaricato RFI di procedere con la progettazione di fattibilità. Poi il corto circuito: nel luglio 2025 Creti è tornata a essere considerata non definitiva, riaprendo una partita che doveva essere già chiusa e facendo piombare l'opera nel totale stallo. Il problema oggi è soprattutto l'asimmetria politica tra le due Regioni: mentre l’Umbria resta a guardare, il presidente della Toscana Giani rivendica con forza Rigutino, ha ribadito la sua linea a gennaio e ha già annunciato un incontro formale a settembre con il ministro Salvini per chiudere l'accordo. La Toscana sta facendo esattamente ciò che deve fare una Regione: difendere i propri interessi. Quello che è incomprensibile è perché l’Umbria non stia facendo altrettanto per Creti, che costituisce l'unica opzione davvero strategica per la nostra comunità e per la provincia di Perugia”.
“Il rischio concreto – aggiunge Nilo Arcudi – è che l’assenza di una posizione forte ed esplicita della nostra Regione lasci alla Toscana il pallino del gioco, condannando l'Umbria a subire una decisione penalizzante. Con il mio atto ispettivo chiedo alla Giunta di chiarire una volta per tutte se intenda sostenere Creti senza tentennamenti e quali azioni immediate voglia mettere in campo presso il Ministero e RFI per bloccare l'offensiva toscana. L'Umbria – conclude - non può regalare ad altri il proprio futuro infrastrutturale. Servono fermezza, tempestività e visione strategica: la Giunta difenda le analisi tecniche di RFI e tuteli gli interessi degli umbri”. RED/mp