(Acs) Perugia, 20 dicembre 2010 - “C'è grande attesa per il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale, ormai prossimo, relativamente alla regolarità del travagliato appalto sui lavori della Perugia-Ancona. Da troppo tempo, infatti, un'intera comunità attende il completamento di un'opera, divenuta ormai una storia infinita, la cui realizzazione è determinante per il territorio umbro e più in generale quello dell'Italia centrale, che rappresenta la cerniera del Paese, eternamente schiacciato tra le rivendicazioni del Nord e i mali irrisolti del Sud, ma che patisce storicamente un pesante deficit infrastrutturale”. Lo afferma il capogruppo regionale dell'Udc, Sandra Monacelli, secondo cui “siamo di fronte all'ennesimo scempio all'italiana: la prassi di investire milioni di euro per realizzare opere che non si concludono mai, progettandone contestualmente altre che, posata la prima pietra ed iniziati i primi lavori, vengono abbandonate, è una vergogna che non deve essere tollerata in un Paese che si vuole definire civile. Un Paese – aggiunge Monacelli - dove pare che per manifestare legittime rivendicazioni si sia costretti a gesti sempre più eclatanti: operai che salgono sulle gru o comunità locali che pernottano in galleria. Visto quindi il clamore suscitato dall'iniziativa sulla Guinza, forse servirà che per mantenere i riflettori accesi anche su un altro simbolo di sprechi, ritardi e disservizi incarnato dai lavori dell'asse Perugia-Ancona, dovremo passare lì il Capodanno”.
“Speriamo – auspica Monacelli - di non dover giungere a tanto, se la sentenza non si dovesse pronunciare nella direzione di uno sblocco decisivo dei lavori. Auspico pertanto che il Tar segni una svolta, in una vicenda dove gli intrecci negli appalti e le lungaggini burocratiche hanno segnato il terreno dove si è consumato un indecente gioco allo scaricabarile, servito a mascherare le varie indecisioni e disattenzioni che in questa vicenda hanno segnato un reciproco disimpegno dei vari attori. Un accordo iniziale sull'appalto – conclude - avrebbe certamente evitato questa spiacevole e scandalosa 'melina', spero tuttavia che la sentenza del Tar sia l'inizio di un parziale recupero del tempo perduto”. RED/mp