(Acs) Perugia, 7 ottobre 2013 – Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) definisce “atto doveroso” l’adeguamento infrastrutturale del tratto Mocaiana-Gubbio della 'Pian d’Assino'. “Soprattutto nei confronti di quelle comunità – spiega - che da troppi anni hanno convissuto con un traffico intenso, da via di grande comunicazione, pagando un tributo altissimo anche in termini di vite umane”. Lignani Marchesani sottolinea altresì che gli interventi del sottosegretario Girlanda e della presidente Marini, pronunciati durante la cerimonia di inaugurazione, “non possono però che confermare la necessità di dare una priorità assoluta alla progettazione e definitiva realizzazione della E78”.
Dalle dichiarazioni di Girlanda e Marini, spiega l'esponente di Fratelli d'Italia, “è infatti emersa da un lato l’onerosità del completamento dell’ammodernamento della SS 219 (necessari ancora 250 milioni di euro circa), mentre dall’altro lo stato di notevole avanzamento, anche in termini di cantierabilità, della 'Perugia-Ancona', soprattutto nel tratto umbro. Questo – spiega Lignani Marchesani - è un parametro che consente all’Alto Chiascio e a Gubbio di uscire da un atavico isolamento. È stato evidentemente giusto privilegiare, con fondi anticipati dalla Regione Umbria, il tratto Mocaiana-Gubbio: non certo per il modesto risparmio di tempo o per la relativa velocizzazione dei trasporti, ma per dare alle popolazioni interessate una risposta positiva in termini di sicurezza e vivibilità”.
“Nell’intervento della presidente Marini – rileva l'esponente di Fd'I - strideva invece in maniera evidente la constatazione dell’avanzamento delle arterie orizzontali di collegamento tra Umbria e Marche (Foligno-Civitanova e Perugia-Ancona) rispetto allo stato attuale di arretratezza (si è ancora alla progettazione!) della Fano-Grosseto: basti pensare che a metà degli anni ‘90 le tre opere erano nelle medesime condizioni. Responsabilità locali e politiche regionali hanno poi determinato questa situazione, di particolare disagio e non più accettabile per imprese e Comunità altotiberine. La Regione – conclude Lignani Marchesani - deve quindi investire, sia in termini di risorse che in capacità decisionale diretta, nella progettazione definitiva del tratto umbro della E78, al fine di dare una reale prospettiva di sviluppo ad un territorio che, in soli quindici anni, è arretrato non solo da un punto di vista economico e sociale, ma anche (dato ancor più preoccupante) in termini relativi rispetto ad altri comprensori umbri”. RED/tb