SOGEPU: “PIANO INDUSTRIALE FALLIMENTARE SIA DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO CHE AMBIENTALE” - LIGNANI MARCHESANI (FD'I): “PERCHÉ NEANCHE UN VOTO CONTRARIO IN CONSIGLIO COMUNALE?”

Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) nel definire “fallimentare”, sia “a livello economico che ambientale”, il Piano industriale Sogepu, punta il dito sul Comune di Città di Castello (socio di maggioranza) per aver convocato al riguardo un Consiglio comunale “strategico ed importante in pieno periodo estivo, con assenze già programmate”. E nel rimarcare come non sia stato, in Aula, alcun voto contrario, Lignani Marchesani fa notare come si sia parlato dell’aspetto marginale circa l'acquisto della nuova sede e non degli “investimenti impiantistici, oltre 15 milioni di euro per opere superate, dannose dal punto di vista ambientale e con scarsa produzione di energie”.

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01 Ago 2014 01:00

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(Acs) Perugia 1 agosto 2014 - “È quanto meno 'sospetto' che un Consiglio comunale strategico ed importante sia stato fissato in pieno periodo estivo, con assenze già programmate: perciò salviamo  gli assenti. Non può esserci che sconforto, però, nel vedere che il piano industriale di Sogepu (Società per la gestione dei servizi di pubblica utilità) non abbia ricevuto neanche un voto contrario in Aula, pur essendo fallimentare sotto ogni punto di vista”. Così il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d'Italia)  per il quale “si è parlato, forse volutamente tanto, dell’aspetto marginale riguardante l'acquisto della nuova sede: in pratica una semplice 'partita di giro' da parte del socio di maggioranza, il Comune di Città di Castello”.

Per Lignani Marchesani, “il fulcro del problema sta invece negli investimenti impiantistici, oltre 15 milioni di euro (tra cui oltre un milione alla misteriosa voce 'soldi a disposizione dell’Ente', di fatto fondi per fatture a professionisti interni od esterni) per opere superate, dannose dal punto di vista ambientale e con scarsa produzione di energie. Nero su bianco e senza che nessuno avesse alcunché da ridire: in primis sull’ampliamento della discarica (con durata fino al 2030), che disattende gli impegni con le popolazioni che insistono su Belladanza, oltre 400mila metri cubi in più che significano quasi raddoppio dell'area. Nelle vicinanze – aggiunge l'esponente dell'opposizione -  è invece previsto, per 8 milioni di euro, un impianto di digestione anaerobica e compostaggio che produrrebbe ammendato e compost fuori specifica: tradotto in lingua corrente, un cosiddetto 'garage puzzolente' che produce pochissimo biometano rispetto ad altri impianti e, appunto, compost da riversare in discarica, al contrario di altri impianti più moderni”.

Secondo Lignani Marchesani, “con gli stessi soldi si potrebbero invece realizzare impianti di nuova generazione che riducono al minimo il conferimento in discarica e producono invece 'reddito' con cui ripagare i costi dell’impianto stesso, consentendo di abbattere di conseguenza ed in maniera sensibile le tariffe. Così – spiega -, avremo al contrario impianti vecchi e costosi, impatto ambientale ed aumento delle tariffe, come peraltro implicitamente ammesso anche all’interno del documento.
Una vergogna – aggiunge -, che presuppone un vertice inadeguato o asservito alle lobbies che insistono nel mondo dei rifiuti; il tutto senza tener conto di una programmazione che dovrebbe tendere ad un gestore unico e ad una armonizzazione del ciclo dei rifiuti regionale. Per intanto conclude Lignani Machesani -, i cittadini, anche quelli che continuano a sostenere nelle urne questa maggioranza e quelli che votano deboli (o false) opposizioni –, si aspettino a breve una nuova stangata nella bolletta dei rifiuti”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 01/08/2014