SOCIALE: “IL MODELLO UMBRO AI PRIMI POSTI PERCHÉ NON DIMENTICA GLI ULTIMI” - PER SMACCHI (PD) NECESSARIO UN IMPEGNO TESO A MIGLIORARE IL SUPPORTO ALLA FAMIGLIA, AI DISOCCUPATI E AGLI INVALIDI

Per il consigliere regionale del Partito democratico Andrea Smacchi “la qualità sociale del 'sistema Umbria', tra i migliori delle regioni italiane del centro-nord quanto a qualità nella sanità, nell’assistenza e nei servizi per l’infanzia, deve essere difesa dai tagli operati dal Governo nazionale”. Per Smacchi “lo sforzo che ci aspetta in questi prossimi anni sarà quello di pensare a provvedimenti normativi utili a migliorare il supporto alla famiglia, alla disoccupazione e all’invalidità”.

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03 Nov 2010 00:00

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(Acs) Perugia, 3 novembre 2010 - “Il Governo di centrodestra ha tagliato fondi e trasferimenti agli enti locali amplificando le disuguaglianze, nostro dovere è difendere la qualità sociale del sistema Umbria che è tra i migliori delle regioni italiane del centro-nord quanto a qualità nella sanità, nell’assistenza e nei servizi per l’infanzia, anche grazie all’ultimo provvedimento adottato dalla Giunta Regionale in materia”. Lo ha detto il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) intervenendo all’assemblea del dipartimento sociale del Partito democratico.

Smacchi ha ribadito l'impegno per un “continuo confronto tra le necessità dei cittadini e le risposte che sono in grado di dare le istituzioni. Lo sforzo che ci aspetta in questi prossimi anni sarà quello di pensare a provvedimenti normativi utili a migliorare il supporto alla famiglia, alla disoccupazione, all’invalidità, ambiti dove il nostro Paese spende meno 3,8 punti percentuali di Pil rispetto alla media europea. Penso che nel sociale per essere i primi, i più bravi, si debba partire dagli ultimi, occorre cioè intraprendere ogni sforzo affinché anche i più svantaggiati non siano abbandonati a loro stessi. Come le persone con disabilità - ha aggiunto - che hanno il diritto di essere protagoniste della programmazione politica generale superando il concetto di prestazioni assistenziali per introdurre quello di 'soggetti con pienezza di diritti'. O gli anziani, di cui favorire l’invecchiamento 'attivo', il più a lungo possibile lontano da malattie e disabilità, anche mediante il sostegno ad associazioni di volontariato composte dagli anziani stessi. Alle famiglie umbre, che con la recente approvazione della legge regionale sono diventate soggetti cui destinare interventi e servizi, anche se la stessa necessita di interventi correttivi che evitino discriminazioni”.

Il consigliere regionale del Pd ha concluso rimarcando che “linea guida delle politiche di welfare, anche in Umbria, deve essere il principio di sussidiarietà per il quale come previsto dal disegno di Maastricht, le società di ordine superiore devono esaltare il valore dei cosiddetti corpi intermedi (associazioni e famiglie) se questi ultimi svolgono funzioni sociali o soddisfano bisogni di cittadini”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 03/11/2010