(Acs) Perugia, 19 settembre 2012 - “Quali sono le azioni che la Regione ha deciso di intraprendere, anche nei confronti del Governo nazionale, al fine di mettere in sicurezza gli edifici scolastici, in vista della scadenza fissata, da apposita ordinanza ministeriale, per il 31 dicembre 2012 che obbliga i proprietari delle cosiddette opere strategiche e rilevanti, tra cui le scuole, a procedere a verifica sismica per le finalità di protezione civile in caso di terremoto”. Lo chiede all'Esecutivo di Palazzo Donini, attraverso una interrogazione, il capogruppo regionale dell'Udc, Sandra Monacelli, ricordando che sono circa 118mila 692 gli studenti umbri che sono tornati sui banchi di scuola.
“L'inizio delle lezioni – scrive nel suo atto ispettivo - comporta puntualmente la presa di coscienza da parte delle istituzioni, degli addetti ai lavori e degli studenti delle problematiche che da anni affliggono la scuola. La sicurezza degli edifici scolastici rappresenta da tempo uno dei problemi più seri che affliggono l'universo-scuola fino ad essere identificato come un vero e proprio allarme”.
“Il Codacons – fa sapere il capogruppo centrista - denuncia come nel nostro Paese vi sia un sovraffollamento delle classi, rilevando che il 30 per cento delle stesse ha più di 25 studenti, ma il 70 per cento non rispetta le norme di sicurezza sullo spazio minimo vitale per ciascun studente (1,80 metri quadrati per alunno alle medie e 1,96 metri quadrarti alle superiori). Il Consiglio nazionale dei geologi, sulla base dei dati Cresme, Istat, e Protezione civile, ha rilevato che a livello nazionale, un istituto scolastico su due è sprovvisto del certificato di agibilità. Il non rispetto delle norme vigenti – continua Monacelli - la mancanza di certificati in materia di incendi, sisma, agibilità rendono gli istituti scolastici di fatto fuorilegge consentendo alle istituzioni, nella fattispecie al sindaco del Comune interessato, la chiusura delle scuole che ne sono eventualmente prive”.
Monacelli rimarca quindi come l'Umbria rappresenti “una zona ad alto rischio sismico. In base ai dati che emergono dalla ricognizione effettuata nei mesi scorsi dalla Regione Umbria – continua - sono quasi 650 su un totale di 1.600 gli edifici che nella nostra regione sono soggetti all'obbligo di verifica sismica. Le scuole che in Umbria sono state costruite prima del 1974, anno in cui sono entrate in vigore le norme antisismiche (il 45,96 per cento secondo il rapporto di Legambiente 'Ecosistema scuola 2011') dovrebbero essere oggetto di particolare monitoraggio in quanto potenzialmente pericolose per chi le occupa. La messa in sicurezza degli edifici scolastici – conclude Sandra Monacelli - dovrebbe rappresentare una delle priorità della Giunta regionale, tenendo in considerazione di come una buona prevenzione sia indispensabile per evitare tragedie future”. RED/as